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Inghilterra: compra dei biglietti di auguri e trova un messaggio di aiuto di lavoratori cinesi sfruttati

Sembrava un biglietto di auguri di Natale come tanti altri, invece quello acquistato da una bambina inglese di 6 anni nascondeva un disperato messaggio di soccorso, lanciato da alcuni prigionieri cinesi che lavorano nel campo di lavoro di Qingpu.

Esteri
Pubblicato il 23 dicembre 2019, alle ore 10:53

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Inghilterra: compra dei biglietti di auguri e trova un messaggio di aiuto di lavoratori cinesi sfruttati

Doveva essere il classico bigliettino di auguri ma, anziché trovare una cartolina con qualche tema natalizio, una bambina di 6 anni si è imbattuta in un’agghiacciante richiesta di aiuto da parte di alcuni lavoratori, utilizzati come schiavi in un campo di lavoro cinese

Siamo prigionieri stranieri nella prigione di Qingpu in Cina. Obbligati a lavorare contro la nostra volontà. Per favore aiutateci e avvertite le organizzazioni per i diritti umani” era scritto sul messaggio scritto a mano in stampatello da una persona che chiedeva di contattare un tal Mr Peter Humphrey

A trovare questa angosciante richiesta di soccorso è stata una bambina che aveva comprato il biglietto da Tesco, la più grande nonché famosa catena di supermercati del Regno Unito. Florence Widdicombe, la piccola che si è trovata tra le mani questa inquietante richiesta di aiuto a Tooting, quartiere di Londra Sud, non ha potuto far altro che avvisare i genitori.

Dopo aver fatto una ricerca su internet, suo padre ha scoperto che Peter Humphrey altro non era che un ex giornalista internato nella prigione di Qingpu per uno scandalo di corruzione legato alla compagnia farmaceutica GlaxoSmithKline, che ha deciso di raccontare la sua storia al Sunday Times

Dopo aver segnalato l’accaduto alle autorità, la stessa Tesco ha deciso di intervenire immediatamente per mezzo di un comunicato con il quale ha fatto presente che la cartolina in questione è stata prodotta dalla Zheijiang Yunguang Printing – dove era stata condotta un’ispezione indipendente fino al novembre 2019 – e di aver ritirato tutte le cartoline incriminate, interrompendo il contratto di collaborazione con l’azienda cinese. “Aborriamo l’uso di campi di lavoro e non permetteremo mai che siano nostri fornitori” hanno annunciato nella nota prontamente diffusa dalla stampa inglese, alla quale hanno altresì precisato che verrà istituita un’indagine interna per far luce su quanto successo. 

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Quanto successo è davvero scioccante. Il problema non è però solo della Cina, ma anche di chi - per risparmiare - si avvale della collaborazione di questi paesi in cui la tutela verso i diritti umani è pari a quella che hanno nei confronti dell’ambiente. E, nell’epoca della moda per i dazi, chissà che qualcuno non decida di applicarli su questi tipi di prodotti ottenuti dallo sfruttamento delle persone.

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