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Inferno nei cieli della Siria. Trump attacca Damasco assieme a Gran Bretagna e Francia

Nel cuore della notte, improvvisamente, il presidente americano ha ordinato l'attacco, condotto con la partecipazione di inglesi e francesi, contro 3 obiettivi situati in Siria, accreditati di aver partecipato alla produzione di presunte armi chimiche.

Esteri
Pubblicato il 14 aprile 2018, alle ore 10:53

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Inferno nei cieli della Siria. Trump attacca Damasco assieme a Gran Bretagna e Francia

A sette giorni dall’attacco siriano contro le residue forse islamiche in quel di Duma, condotto secondo gli USA con l’uso di armi chimiche, Donald Trump – alle 3 di notte ore italiane (le 22 negli USA) – ha ordinato al capo del Pentagono, James Mattis (ex generale dei Marines), di sferrare un attacco, con aerei e navi, verso gli obiettivi militari che, in Siria, sarebbero connessi alla produzione di armi chimiche.

L’attacco, che potrebbe procedere sulla base di quanto effettivamente colpito nel corso della notte, ha visto la partecipazione, tra le forze Nato, di Gran Bretagna e Francia. Il primo ministro inglese, Theresa May, nonostante le proteste tenutesi a Londra nelle ultime ore (“Stop the War Coalition”), ha concesso il suo avallo, precisando che non si tratta di un attacco volto a rovesciare il presidente siriano Assad, mentre il presidente francese Macron ha affermato che, essendo stata passata la linea rossa fissata nel Maggio del 2017, ha fatto partecipare le sue forze militari ad un attacco volto a distruggere gli arsenali chimici clandestini del regime siriano.

Secondo quanto diffuso dalle forze alleate, sarebbero stati lanciati tra i 100 ed i 120 missili da crociera (quindi dalle navi) verso 3 bersagli, tra cui un centro di ricerca sulle armi chimiche sito nella capitale Damasco, un presunto deposito riservato allo stoccaggio delle armi chimiche, e un nevralgico centro di comando a Homs, ove risulterebbero feriti 3 civili (nonostante l’ambasciatore russo a Washington parli di un rilevante numero di missili intercettati ed abbattuti dalla contraerea della repubblica araba).

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. L’Iran, alleato d’area della repubblica siriana, ha dichiarato che vi saranno serie conseguenze regionali, mentre il partner storico di Assad, Putin, ha parlato di vera aggressione contro un paese impegnato a combattere il terrorismo e ha richiesto all’Onu una riunione d’emergenza per discutere di un attacco piovuto a ciel sereno (nonostante la Francia parli di avvisi e comunicazioni ai russi), a fronte dei toni ultimamente distensivi tra USA e Russia, e portato avanti senza l’autorizzazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, in spregio al diritto internazionale.

Israele, partner invece dell’alleanza occidentale, ha parlato di un attacco “giustificato”, mentre Donald Tusk, presidente del consiglio UE, ha confermato la vicinanza della comunità europea a fianco degli alleati Nato nel difendere la giustizia

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La Nato (non tutta) continua a credere nel detto latino "si vis pacem, para bellum". Personalmente, credo che da tali attacchi possa derivare solo una destabilizzazione di quell'area che, negli ultimi mesi, ha visto la sconfitta dell'ISIS grazie a Siria, Russia, Iran, e curdi. Considerando quel che, poi, è accaduto in Iraq dopo la caduta di Hussein, in Egitto dopo la defenestrazione di Mubarak, ed in Libia dopo quella di Gheddafi (sempre con pretesti inconsistenti), ci andrei cauto. Il dito facile sul pulsante dei missili può innescare conseguenze imprevedibili.

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Commenti
Maria Guerricchio
Maria Guerricchio

14 aprile 2018 - 20:20:09

Bombe sulla Siria per me vuol dire che l'essere umano ha fallito, ha vinto il male.

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Maria Guerricchio
Fabrizio Ferrara

15 aprile 2018 - 11:05:53

Eh già: quando si maschera la guerra con presunti principi pacifisti, indubbiamente c'è sotto qualcosa di molto brutto.

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