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India: negato l’aborto alla bambina di 10 anni violentata dallo zio

L’ennesimo caso di violenza sessuale che ha sconvolto l’India è stato perpetrato ai danni di una bambina di 10 anni, rimasta incinta a seguito dei ripetuti abusi dello zio. Nonostante ciò, la Corte Suprema le ha negato la possibilità di abortire.

Esteri
Pubblicato il 31 luglio 2017, alle ore 13:51

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India: negato l’aborto alla bambina di 10 anni violentata dallo zio

Quello delle violenze sessuali a danno delle donne indiane è un orrore che non accenna a diminuire. Ma anche le bambine e le adolescenti non vengono risparmiate da quello che le Nazioni Unite hanno riconosciuto essere un grave problema nazionale. Non è quindi un caso che in India gli stupri rappresentino uno dei crimini più comuni perpetrati contro le donne.

L’ultimo caso ad avere un non indifferente clamore mediatico è quello di una bambina di appena 10 anni di età, ripetutamente abusata dallo zio. La giovane vittima, stuprata per almeno sei volte dal parente, alla fine è rimasta incinta. Per ventisei lunghissime settimane ha tenuto nascosta la gravidanza, ma alla fine non ha retto ai profondi dolori addominali e ha chiesto aiuto.

Una volta trasportata in ospedale dai genitori, i medici non hanno potuto che confermarne lo stato gestazionale. L’equipe di medici che ha visitato la bambina ha sottolineato che “il feto sta bene e che può sopravvivere”.

Ma l’avvocato della famiglia della vittima non è dello stesso avviso. Stando a quanto da lui riferito, i dottori avrebbero notato che le ossa pelviche della bambina non sarebbero ancora sviluppate. In altre parole potrebbero sorgere delle serie complicazioni nel caso in cui la gravidanza fosse portata avanti. A poterne risentire sarebbe non solo la futura madre, ma anche il feto. Nonostante ciò, i medici hanno ribadito che «l’aborto non è un’opzione in questa fase. L’unico modo per terminare la gravidanza è quello di far nascere il bambino».

La questione è stata quindi affrontata dalla Corte Suprema indiana, pronunciatasi a sfavore dell’interruzione di gravidanza. Per il massimo organo posto al vertice del potere giudiziario del paese, “l’aborto non è un’opzione contemplabile a questo punto”. Superata la ventesima settimana, la possibilità sarebbe preclusa. L’unico escamotage sarebbe ora in mano ai dottori, che dovrebbero sostenere l’esistenza di qualche grave pericolo per la vita della gestante

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il caso in esame rappresenta una storia veramente raccapricciante. Si rimane senza parole non solo nell’apprendere dello stupro - che di per sé è un fatto gravissimo, visto che tra le altre cose è stato anche perpetrato ai danni di una parente di soli 10 anni - ma anche su quale sarebbe la soluzione intrapresa per porre rimedio a quanto occorso. Evidentemente la toppa è peggio del buco: la linea categorica della Suprema Corte farebbe cascare la bambina dalla padella alla brace. Ma come sempre in questi casi, l’opinione pubblica verrebbe divisa tra favorevoli e contrari all’aborto. Le discussioni sarebbero interminabili, peccato solo che la gravidanza duri al massimo nove mesi.

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Commenti
Rita Serretiello
Rita Serretiello

04 agosto 2017 - 10:11:14

Quando leggo di queste notizie rabbrividisco. Mi fa tristezza tutta la vicenda.

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Vincenzina Rocchella
Vincenzina Rocchella

01 agosto 2017 - 09:59:24

E' tutto mostruoso...il fatto e tutte le soluzioni possibili. Raccapricciante.

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