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India: fa causa ai suoi genitori perché l’hanno messo al mondo senza il suo consenso

Un 27enne indiano ha deciso di intentare una curiosa battaglia legale: ha denunciato i genitori che lo hanno messo al mondo senza chiedere il suo consenso. Dal suo punto di vista, tutto ciò corrisponde ad un vero e proprio atto criminale.

Esteri
Pubblicato il 11 febbraio 2019, alle ore 10:07

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India: fa causa ai suoi genitori perché l’hanno messo al mondo senza il suo consenso

Quella di un 27enne indiano è una storia davvero bizzarra quanto singolare. Raphael Samuel, giovane avvocato della città di Mumbai, ha annunciato che trascinerà in tribunale i genitori, rei di averlo fatto nascere senza chiedere il suo consenso.  

Stando alla sua versione dei fatti, pur descrivendo la sua famiglia estremamente amorevole, si sarebbe comunque macchiata di una condotta profondamente egoista: anteponendo la propria felicità, avrebbe infatti leso i suoi diritti personali. Come conseguenza di un atto di violenza da lui non voluto, sarebbe stato scaraventato in mezzo ad una vita piena di affanni e preoccupazioni.  

L’accusa

Quella da lui patita è dunque equiparata ad una “condanna inflitta a degli innocenti”, e in quanto tale ogni coppia del mondo dovrebbe essere chiamata a rendere conto del suo crimine di fronte ad un tribunale.  

La sua posizione ha trovato pieno apprezzamento da parte degli antinatalisti, una corrente di pensiero convinta del fatto che i genitori non possano mettere al mondo dei figli senza il loro consenso. Raphael ha altresì aggiunto che ciascun bambino ha il diritto di chiedere spiegazioni del motivo del suo concepimento, dato che nessuna coppia è obbligata a dover far nascere una nuova vita.  

Pur ribadendo di avere un ottimo rapporto con i suoi genitori, rimane inamovibile sul suo punto di vista. “Li amo, ma so che mi hanno messo al mondo per la loro felicità. La mia vita è fantastica, ma non vedo perché dovrei dare la vita a qualcuno costringendolo a farsi un’istruzione, a cercare un lavoro e a pagare le tasse, senza che mi sia stato dato un permesso dal diretto interessato” ha aggiunto l’uomo che per l’occasione ha girato un video che ha riscosso grande successo anche al di fuori dei confini nazionali.
Allo stesso tempo afferma che i suoi stessi genitori hanno apprezzato la determinazione nel portare avanti la sua tesi e non ha anticipato a quale tribunale si rivolgerà per far valere i suoi diritti.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - È davvero difficile chiedere il consenso a qualcuno che ancora non esiste. Fino ad oggi si è sempre detto che la vita è il più bel dono che si possa ricevere, qui invece viene ribaltato il punto di vista. Più che un atto d’amore e di altruismo verso qualcuno che ancora non si conosce, la vita è un atto di violenza e di egoismo verso una persona che non ha modo di opporsi. Difficile dire come dirimere legalmente la faccenda, sempre che ciò sia possibile, ma a livello filosofico se ne potrebbe discutere per anni e anni.

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