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Immigrazione, la Spagna adesso si pente: linea dura contro i profughi

Dopo lo sbarco-show della Aquarius, niente tappeto rosso per la Open Arms. Madrid toglie i permessi straordinari per i migranti appena approdati e chiede aiuto all'Europa

Esteri
Pubblicato il 10 agosto 2018, alle ore 19:52

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Immigrazione, la Spagna adesso si pente: linea dura contro i profughi

La Spagna comincia a fare marcia indietro per quanto riguarda i migranti. Durante la vicenda Acquarius, il governo iberico si era fatto bello agli occhi dell’Europa, accogliendo la nave rifiutata dal governo italiano e attirandosi un profluvio di elogi e di apprezzamenti dalle cancellerie europee, scandalizzate dalla politica di chiusura di Salvini.

Tutto, però, sembra essere durato poco. Molto poco. Dopo lo slancio inziale, il governo madrileno adesso comincia a essere preoccupato dalle carovane di profughi che giungono nella nazione iberica. E il premier Sanchez sta facendo i conti con le proteste della Destra e del suo elettorato che si dicono contrari a questo insostenibile flusso migratorio.

La Spagna, eroica all’inizio, si sta rendendo conto di non essere in grado di reggere all’urto deflagrativo di una immigrazione che non concede tregua. Negli ultimi mesi, il numero degli sbarchi nella penisola iberica ha superato quello italiano, e il sistema di accoglienza rischia di collassare, mentre le autorità faticano a identificare le persone correttamente.

Il governo madrileno, dopo essersi sfogata con Salvini per la sua politica brutale, adesso ha abbandonato la linea dell’accoglienza buonista per abbracciare la politica della durezza. Per l’esecutivo spagnolo, tutti i migranti saranno considerati irregolari da rispedire subito indietro e senza nemmeno concedere asilo politico a chi fugge dalle guerre.

I primi a fare i conti con la nuova linea dura di Madrid sono stati 87 immigrati che la Open Arms -la nave Ong che aveva inviato la famosa cartolina da Maiorca a Salvini- dopo aver rifiutato l’autorizzazione del governo italiano ad approdare a Catania, si era indirizzata direttamente in Spagna, credendo di trovare la stessa accoglienza di Acquarius.

Non è stato così. Non ci sono stati applausi e cori festanti. Le autorità hanno disposto uno sbarco discreto, austero. I profughi sono stati portati in centri di accoglienza pronti per essere rimpatriati nel giro di 72 ore e senza alcun trattamento straordinario. La musica è cambiata. La Spagna si è già pentita della sua caritatevole accoglienza?

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Il grosso problema della Spagna è che la politica di Sanchez è totalmente succube dell'Europa, alla quale obbedisce con servilismo persino maggiore di quello di Monti e Tajani. Credo tuttavia che qualche mese al ritmo di tre-quattro stupri al giorno, aggressioni innumerevoli e spese pazze per mantenere i clandestini in alberghi di lusso faranno passare l'europeismo anche agli spagnoli più liberali, nonostante le proteste di Ada Colau e le sue minzioni antifasciste in mezzo alle strade di Barcellona.

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