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Imam di Colonia: "Donne violentate? Colpa loro: giravano mezze nude e profumate"

Dichiarazioni shock dell'Imam di Colonia in relazione agli stupri di Capodanno: "Se le donne vengono violentate è colpa loro, vanno in giro mezze nude e profumate, per i musulmani è un invito".

Esteri
Pubblicato il 22 gennaio 2016, alle ore 12:21

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Imam di Colonia: "Donne violentate? Colpa loro: giravano mezze nude e profumate"

Bufera sull’Imam di Colonia in seguito alle sue dichiarazioni riguardo alle donne violentate e molestate a Capodanno. Sami Abu-Yusuf, questo il nome del leader religioso, ha concesso un’intervista all’emittente russa “Ren TV” nel corso della quale ha attribuito la colpa degli abusi alle vittime, colpevoli-a suo dire-di invitare gli uomini a stuprarle.

L’intervista ha creato una grande ondata di indignazione in Germania, infiammando le prime pagine dei media tedeschi e generando una nuova ondata di polemiche. “Uno dei motivi che spingono un musulmano a violentare le donne è come queste vanno in giro vestite. Quando girano mezze nude e profumate, è normale che accadano certe cose. E’ come buttare olio sul fuoco“, ha dichiarato l’Imam.

L’edizione online della Bild ha riportato l’intervista dell’Imam, sottolineando che: “Queste dichiarazioni sono un pugno in faccia alle vittime della notte di Capodanno“. Ma Sami Abu-Yufus non è nuovo ad uscite di questo genere: l’Imam in questione è infatti il leader religioso della moschea Al Tahuid a Kalk, uno dei quartieri di Colonia con il più alto tasso di criminalità, e già tempo addietro aveva avuto modo di affermare: “Le brave musulmane non festeggiano in giro, rimangono a casa“.

Le sue posizioni ultraconservatrici gli avevano già fatto guadagnare le attenzioni dell’ufficio federale per la salvaguardia della Costituzione del Nordreno-Vestfalia, ma le sue ultime dichiarazioni in merito alle donne violentate a Capodanno hanno acceso una pericolosa miccia, specie se rapportate al clima di grande tensione che già si respira in Germania.

Tant’è che Volker Beck, un deputato tedesco, avrebbe già denunciato la guida spirituale per istigazione a delinquere. Non sono mancate inoltre le polemiche provenienti dall’estero: “Sono basita ed indignata. Per un Imam di Colonia gli episodi di Capodanno sono colpa delle donne: portavano profumo” ha scritto la portavoce di Forza Italia Mara Carfagna sul proprio account Twitter.

Il tema della violenza sulle donne è da sempre un terreno controverso. Basti pensare che in Italia il delitto d’onore ed il matrimonio riparatore vennero abrogati solo nel 1981, e fu solo grazie all’immenso coraggio di donne come Franca Viola che il nostro Paese riuscì ad emergere-ancora oggi, soltanto parzialmente-dagli orribili abissi di una legislatura retrograda e maschilista.

Franca aveva 18 anni quando, nel 1965, venne violentata da un noto mafioso della zona. Secondo l’articolo 544 del codice penale italiano, la pena si sarebbe automaticamente estinta se lui l’avesse sposata. Ma lei si ribellò al suo destino, diventando uno dei più grandi simboli di emancipazione femminile del Dopoguerra.

Le dichiarazioni dell’Imam di Colonia sembrerebbero dunque giungere direttamente da un passato retrogrado ed oscuro, anacronisticamente vomitate da un abominevole squarcio temporale al di là del quale parrebbero profilarsi i contorni sanguinosi di un terribile Medioevo.

Ma al di là di quest’apparenza (che tale rimane), non dobbiamo parimenti dimenticare che, fino al 1995, lo stupro in Italia era ancora considerato alla voce “Delitti contro la moralità ed il buon costume“. Solo nel 1996-neanche 20 anni fa-la violenza sessuale divenne ufficialmente un “delitto contro la persona“. E nel 1999, alle soglie del famoso “nuovo millennio”, la Corte di Cassazione assolse il 45enne Carmine C. dall’accusa di stupro della 18enne Rosa poiché la giovane, all’epoca dei fatti, portava i jeans.

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Cosa ne pensa l’autore
Filippo Di Stefano

Filippo Di Stefano - Le dichiarazioni dell'Imam di Colonia sono allucinate, e ogni tanto mi chiedo perché a gente del genere sia ancora permesso di predicare in quel modo. Sia per quel che riguarda l'Islam, che per quel che riguarda il Cristianesimo, un leader religioso che istighi a commettere reati-specialmente di questa gravità-dev'essere perseguito. O almeno dovrebbe, usiamo il condizionale. Perché anche qui in Italia la situazione non era poi molto diversa, solo fino ad un paio di decenni fa. Di recente non ricordo quale personaggio mediatico, se n'è uscito con un'equiparazione tra le violenze di Colonia e quelle consumate in Sicilia. Sollevando un vespaio mediatico incredibile. In realtà è vero che in Sicilia questo genere di cultura era, nel primo dopoguerra, più diffuso rispetto ad altre regioni d'Italia. Pochi cazzi, la delicatezza non serve con questi temi, è deleteria. Servono realtà, concretezza. Crudezza. Serve che il messaggio non venga edulcorato, è necessario che non lo sia. Perché non stiamo parlando di favole per bambini, e se vogliamo un miglioramento, è necessario ingoiare il rospo dell'orgoglio e guardare ai fatti. Ed i fatti suggeriscono che l'Italia questa mentalità se la sia lasciata dietro da poco, e nemmeno del tutto.

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