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Il Portogallo e l’aborto: cambia la legge, introdotta una tassa

Il Portogallo ha introdotto recentemente una nuova legge sull'aborto, che cambia le modalità di accesso all'interruzione di gravidanza. Le novità comprendono una tassa da pagare e colloqui obbligatori con psicologi.

Esteri
Pubblicato il 3 agosto 2015, alle ore 13:57

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Il Portogallo e l’aborto: cambia la legge, introdotta una tassa

In Portogallo si torna a discutere di interruzione di gravidanza. La possibilità di abortire legalmente in Portogallo è molto recente, essendo stata introdotta solo nel 2007, dopo un referendum.

Prima di questa data era possibile interrompere volontariamente la gravidanza solo in caso di gravidanza insorta in conseguenza di uno stupro, o in casi in cui la salute della donna o del feto fosse a rischio. In tutte le altre situazioni l’aborto era illegale e la donna poteva essere arrestata e vedersi comminata una pena fino a tre anni di carcere.

Poche settimane fa, il 22 luglio 2015, la legge sull’aborto è stata cambiata dall’attuale amministrazione di centro-destra e sono stati introdotti alcuni nuovi obblighi che la rendono più restrittiva.
Il primo nuovo adempimento per le donne che vogliono interrompere la propria gravidanza è il pagamento di una tassa: questo provvedimento è stato criticato da più parti in quanto limiterebbe le possibilità di accesso all’aborto alle fasce economicamente più deboli della popolazione, giovani donne senza lavoro, minorenni e così via.

Un altro cambiamento apportato alla legge sull’interruzione di gravidanza è che la donna dovrà, prima di poter abortire, avere obbligatoriamente uno o più colloqui con uno psicologo o un assistente sociale. Anche questo dato è stato criticato, soprattutto per il fatto che dover necessariamente prendere appuntamento con uno dei suddetti professionisti potrebbe allungare di molto i tempi della procedura, facendo così superare alla donna il limite legale per abortire in Portogallo, che è di 10 settimane (in Italia, per esempio, il limite è di 90 giorni, quasi 3 settimane in più).

La legge, così modificata, è stata fortemente criticata dalle associazioni in difesa dei diritti delle donne, mentre una parlamentare dei Verdi ha asserito che lo scopo di queste modifiche è quello di umiliare le donne portoghesi. Secondo gli oppositori questa legge ha lo scopo di rendere molto più difficile, se non impossibile, per le donne, accedere all’interruzione volontaria di gravidanza.

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Cosa ne pensa l’autore
Alice Incandenza

Alice Incandenza - La nuova legge sull'aborto approvata in Portogallo, con le due principali modifiche (introduzione di una tassa e obbligo di colloqui) ha ristretto le possibilità di accesso all'interruzione volontaria di gravidanza: anche se non è ancora chiaro a quanto ammonterà la tassa da pagare, il fatto di aggiungere passaggi che possono allungare il percorso (come dover aspettare i tempi della sanità pubblica per avere l'appuntamento con il proessionista) non è di per sè un dato trascurabile. Considerando che in Portogallo è possibile abortire solo entro le prime 10 settimane di gravidanza, i tempi si fanno davvero ristretti.

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