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Il Paese europeo con più morti non sarà né l’Italia né la Spagna

Un nuovo calcolo basato su modelli statistici sulla diffusione del Covid-19 prevede che, tra i paesi europei, non saranno l'Italia né la Spagna a registrare il più alto numero di vittime.

Esteri
Pubblicato il 9 aprile 2020, alle ore 17:30

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Il Paese europeo con più morti non sarà né l’Italia né la Spagna

Un nuovo studio sulla diffusione del Covid-19 nel mondo, basato su modelli statistici, prevede che in Europa il tasso di mortalità giornaliera raggiungerà il picco durante la terza settimana di aprile. Queste le previsioni dell’Istituto per le misurazioni e la valutazione della salute (IHME) della Facoltà di Medicina dell’Università di Washington, secondo le cui previsioni durante la “prima ondata” dell’epidemia in Europa perderanno la vita circa 151.680 persone, mentre negli Stati Uniti i decessi dovrebbero essere 81.766.

Il dato più sorprendente della previsione pubblicata dall’IHME è che, alla fine di questo primo ciclo epidemico, il Paese europeo che registrerà il numero più alto di vittime del coronavirus non sarà né l’Italia né la Spagna: in Gran Bretagna il bilancio dei morti causati dal Covid-19 potrebbe essere il più drammatico. Gli esperti di questo ente calcolano che almeno 66.314 persone moriranno in Inghilterra, più dell’Italia (20.300), della Spagna (19.209) e della Francia (15.058) messe insieme.

In molti paesi la mortalità è aggravata dalla richiesta di risorse ospedaliere di gran lunga superiore a quelle disponibili. Ad esempio, nel Regno Unito saranno necessari 102.794 letti rispetto ai 17.765 disponibili, 24.544 posti in terapia intensiva rispetto ai 799 presenti e 20.862 respiratori (attualmente il numero di respiratori disponibili non è disponibile).

È inequivocabilmente chiaro che il distanziamento sociale può controllare l’epidemia, quando viene applicato e osservato, portando a una riduzione dei tassi di mortalità“, ha affermato Christopher Murray, direttore del IHME. “Le nazioni che sono state colpite duramente all’inizio hanno decretato misure di isolamento e potrebbero essersi lasciate il peggio alle spalle. L’andamento di ogni nazione cambierà – e drammaticamente in peggio – se le persone diminuiranno il distanziamento sociale o allenteranno altre precauzioni “, ha aggiunto.

L’IHME ha iniziato a fare proiezioni sull’impatto della pandemia negli Stati Uniti il 26 marzo. Questa è la prima serie di previsioni per le nazioni europee e si basa sullo studio dei tassi di mortalità e dell’uso degli ospedali nella città di Wuhan in Cina, e dei dati provenienti da sette località europee che hanno raggiunto il picco.

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