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Il lander Insight sta comunicando l’inverno freddo di Marte

Presente sul pianeta rosso dal novembre 2018, il sismografo Insight invia quotidianamente bollettini meteo marziani, estremamente importanti per le future missioni della Nasa.

Esteri
Pubblicato il 21 febbraio 2019, alle ore 20:17

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Il lander Insight sta comunicando l’inverno freddo di Marte

Quando Neil Armstrong mise piede sulla Luna, la sua impronta lasciata sul suolo lunare annunciava a tutto il mondo l’inizio del progresso tecnologico spaziale, l’arrivo dell’era che stava finalmente trascinando l’uomo oltre i suoi confini. Dalla conquista umana della Luna degli anni ’60, i viaggi alla scoperta dei pianeti vicini sono divenuti numerosi, varcando soglie che mai avremmo immaginato di superare.

Nei prossimi decenni l’uomo camminerà anche su Marte, segnando un nuovo traguardo nella storia delle esplorazioni spaziali. Ad annunciarlo è la Nasa, da anni intenta a capire come permettere che una presenza umana possa sostare a lungo sul pianeta rosso. L’atmosfera marziana è solo l’1% rispetto alla nostra e le condizioni metereologiche sono considerate invivibili per l’uomo.  La sonda Insight ammartata il 26 novembre 2018, con lo scopo di studiarne i movimenti sismici, sta informando l’uomo circa le temperature quotidiane del pianeta, notizie essenziali per permettere agli umani di equipaggiarsi al meglio e fermarsi un pò sul pianeta. 

Il lander Insight ha compiuto l’ammartaggio dopo un viaggio di 6 mesi e mezzo, ed è la prima sonda ad occuparsi del sottosuolo del pianeta. I dati che interessano le condizioni metereologiche marziane sono raccolti dall’Auxiliary Payload Subsystem, un sistema di sensori che misura, secondo per secondo, la temperatura, l’intensità del vento, e la pressione atmosferica del suolo marziano. Attualmente, l’Elysium Planitia sta attraversando un inverno rigido, con una temperatura minima a -95 gradi ed un vento che soffia a 60 Km/h. 

Lo scopo della missione, che ha in serbo di monitorare gli eventi atmosferici marziani per i prossimi due anni, è scoprire gli effetti che interessano il pianeta quando le stagioni e le temperature variano e, soprattutto, capire cosa accade quando si presentano i “diavoli di sabbia“, ovvero delle violente trombe d’aria. Tutto ciò per preparare l’uomo a sostare a lungo sul pianeta, missione dall’enorme importanza che si stima avverrà entro 30 anni.

Attraverso il simografo Seis, il lander sta penetrando nel sottosuolo di Marte per studiarne i martemoti e registrare non solo le onde sismiche ma anche eventuali movimenti del suolo scatenati dall’impatto di un meteorite. Il rischio della missione è che le condizioni atmosferiche di Marte possano facilmente interferire sul lavoro di Insight, con il risultato di inviare responsi ingannevoli sulla Terra. 

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Cosa ne pensa l’autore
Giada Tortora

Giada Tortora - Sostengo in maniera assoluta il lavoro della Nasa, le quali missioni ci hanno permesso di evolvere enormemente negli anni, lasciandoci un prezioso contributo di notizie e scoperte che possono rivelarci molto di più sul nostro futuro. Se andiamo nello spazio, è perchè vogliamo saperne di noi, delle nostre orgini, e dei nostri confini.

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