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Il dramma dei profughi al confine tra Grecia e Turchia: il caso del giovane Mohammad Arab

Il governo greco ha cercato di insabbiare la notizia definendola come una fake news, ma dei ricercatori e alcuni giornalisti hanno confermato la veridicità della stessa.

Esteri
Pubblicato il 5 marzo 2020, alle ore 17:38

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Il dramma dei profughi al confine tra Grecia e Turchia: il caso del giovane Mohammad Arab

Un giovane siriano richiedente asilo, bloccato tra Turchia e Grecia, è morto a causa di un colpo di arma da fuoco in uno scontro con la polizia greca: la notizia è diventata poi virale grazie all’eco offerto alla vicenda dai giornali di tutto il mondo.

Il portavoce del governo greco, Stellos Petsas, ha definito il video che riporta la vicenda come una fake news ben architettata della propaganda turca: l’obbiettivo della Turchia sarebbe stato quello di mettere in cattiva luce il governo greco e la sua gestione dei migranti al confine. Però il video è stato dichiarato autentico da un gruppo di ricercatori e giornalisti basato a Londra, i “Forensic Architecture”, che da anni si occupano di verificare immagini e video che arrivano da contesti di guerra e che mostrano violazioni dei diritti umani.

In primo luogo i giornalisti hanno cercato di capire se il video che mostra il ragazzo siriano ferito fosse stato girato il 2 marzo: dopo le dovute analisi hanno dichiarato che il video è stato girato effettivamente in quella data.

La persona che ha girato il video si chiama Ali Idris: è stato lui a fornire il video che ha permesso l’analisi dei metadati del video, dai quali si evince infatti che il video è stato girato il 2 marzo alle 8:38 in ora locale.

Tra i ricercatori di Foresinc Architecture sono disponibili anche esperti di animazione digitale, design, archivisti e altri. I ricercatori a questo punto si sono concentrati su dove fosse stato girato il video. La posizione “dell’incidente” è stata condivisa da moltissime persone sul posto: i ricercatori hanno poi contattato testimoni oculari, familiari del ragazzo, e hanno chiesto di inviare video dei momenti precedenti e successivi all’incidente.

I ricercatori hanno dichiarato anche che il video è stato girato in un’ansa del fiume Evros, in territorio turco. Il ragazzo ha provato a superare il confine lunedì mattina ma, a un certo punto, a causa di circostanze ancora non chiare, ha ricevuto un colpo di arma da fuoco all’altezza del volto.

A questo punto Ali Idris inizia a filmare cosa stava accadendo. Dopo alcuni minuti in cui il ragazzo è sanguinante per terra, un gruppo di migranti decide di metterlo su una barca di legno e trasportarlo sull’altra sponda del fiume per portarlo all’ospedale più vicino sperando di salvarlo. Il video prosegue per minuti ininterrotti.

Le immagini che più dimostrano la veridicità del video per Forensic Architecture sono quelle che mostrano i dettagli del paesaggio. Nel video si riconoscono infatti degli elementi riconducibili alla sponda del fiume vicino alla citta di Edirne, alcuni alberi isolati e un’antenna telefonica: in tutti i video questi elementi sono presenti e, inoltre, sono presenti anche dalle scansioni satellitari del luogo.

Il ragazzo si chiamava Mohammad Arab, aveva 22 anni ed era scappato da 5 anni da Aleppo, Siria: oggi è uno dei tanti morti causati dall’indifferenza verso gli immigrati e dal non rispettare i diritti umani.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Pavone

Federico Pavone - È insopportabile leggere questo tipo di notizie, ed è impensabile ritrovarsi nel 2020 a vedere notizie del genere: oramai i diritti umani degli immigrati di qualsiasi paese non sono minimamente rispettati. Nonostante molti giornalisti anche in questi giorni stiano scrivendo alla Grecia, il paese ellenico continua ad utilizzare misure brutali per contenere e respingere i migranti: dobbiamo muoverci tutti quanti per evitare questo genere di cose. Se ognuno di noi si muovesse potremmo, anche se in piccolo numero, cambiare la mentalità delle persone e mettere fine a questi soprusi.

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