Iscriviti

"Il Covid è una bufala, un semplice raffreddore": negazionista 60enne muore in Norvegia

L'uomo nelle scorse settimane aveva organizzato alcuni raduni illegali in una sua proprietà. L'uomo è morto lo scorso 5 aprile a causa dell'infezione di Sars-CoV-2. Una volta deceduto è stato infatti sottoposto ad analisi specifiche.

Esteri
Pubblicato il 15 aprile 2021, alle ore 21:00

Mi piace
1
0
"Il Covid è una bufala, un semplice raffreddore": negazionista 60enne muore in Norvegia

Una tragedia è avvenuta in Norvegia, dove un uomo di 60 anni, Hans Kristian Gaarder, è deceduto il 5 aprile scorso in seguito ad un’infezione da Sars-CoV-2 che gli ha provocato gravi problemi di salute. Secondo quanto riportano i media internazionali, l’uomo era un negazionista dichiarato della pandemia e della malattia Covid-19, tanto che riteneva quest’ultima come un semplice raffreddore. Gaarder ha quindi continuato a fare la vita di sempre: nelle scorse settimane aveva anche organizzato alcuni raduni in una sua proprietà, in quanto il 60enne era appassionato di sci

Nonostante fosse sportivo il Covid non lo ha risparmiato. Per diverso tempo Hans sarebbe stato positivo al Covid, forse non accorgendosene, per cui non ha informato nessuno del suo stato di salute. Dodici persone che sono state a stretto contatto con lui sono poi risultate contagiate dal Sars-CoV-2, trasmettendo la malattia ai propri famigliari. Il comune di Gran, a pochi chilometri da Osolo, ha quindi lanciato un appello per sottoporre i partecipanti ai raduni al tampone. L’uomo è stato trovato positivo al Covid dopo un esame post-mortem.

Il medico del paese esprime cordoglio

La notizia del decesso per Covid di Gaarder ha colpito tutta la piccola comunità norvegese, tanto che il medico locale ha espresso cordoglio nei confronti della vittima e dei suoi famigliari, adesso distrutti dal dolore per questa scomparsa improvvisa. Il quotidiano locale Hadeland riferisce dal 16 marzo in Norvegia erano in atto un provvedimento che vietava di fare assembramenti

L’uomo, appassionato di sci, credeva che il Covid-19 fosse solo un normale raffredore, come già detto in apertura. Aveva ribadito le sue posizioni negazioniste in alcuni suoi post su Facebook, che erano stati anche bannati dal social di Mark Zuckerberg. La piattaforma è infatti molto attenta alle notizie che si pubblicano circa la pandemia di coronavirus Sars-CoV-2 che sta interessando il mondo. I raduni sarebbero avvenuti nei giorni 26 e 27 marzo

Nella giornata del 14 aprile in Norvegia sono stati registrati 599 nuovi casi di infezione da Covid-19. Un numero sicuramente esiguo rispetto agli altri paesi europei, ma che comunque è significativo visto che il Paese ha 5,328 milioni di abitanti. La situazione epidemiologica viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie nazionali. Anche in Norvegia prosegue la campagna vaccinale anti Covid con più di un milione di dosi che sono state già somministrate.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un episodio davvero assurdo quello avvenuto in Norvegia, che ci fa capire come alcune persone, nel mondo, non abbiano capito il pericolo che si corre nel contrarre questa terribile malattia chiamata Covid-19. Spesso si presenta come una normale influenza, ma in molte persone si presenta con sintomi gravi che richiedono un ricovero in ospedale e in alcuni casi porta anche alla morte. Essere responsabili e fare qualche sacrificio è nostro dovere, per il bene di tutti.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!