Iscriviti

Il coronavirus impone l’adozione di misure drastiche: dubbi e perplessità

Mentre la Cina dichiara il calo dei casi di contagio da coronavirus, in Europa il Covid-19 si diffonde come un'epidemia imprevedibile che impone l'adozione di drastiche misure che forse avrebbero dovuto esser più tempestive.

Esteri
Pubblicato il 10 marzo 2020, alle ore 12:02

Mi piace
3
0
Il coronavirus impone l’adozione di misure drastiche: dubbi e perplessità

Proprio nel momento in cui la Cina inizia a contenerlo, in Europa il Covid-19 si diffonde come un‘epidemia dagli effetti imprevedibili. Nessuno più dei governi dispone di informazioni e aggiornamenti sulla crisi del coronavirus e “i cittadini hanno la sensazione che non sia stata detta loro tutta la verità“, si legge sul quotidiano spagnolo El Mundo

Le drastiche misure recentemente adottate provocano inquietudine nella popolazione allarmata dall’aumento dei casi di contagio. Ci si chiede se i governi non avrebbero dovuto adottarle prima anziché minimizzare la portata dell’emergenza e semplicemente esortare a mantenere la calma.

Manifestazione dell’8 Marzo a Madrid

In Spagna nessuno si spiega come il giorno successivo alla manifestazione dell’8 marzo, autorizzata dal governo, la situazione sia peggiorata al punto tale che anche a Madrid siano state sospese tutte le attività educative.

È intollerabile pensare che sia stata permessa nonostante già si fosse a conoscenza che anche la città spagnola era un focolaio di trasmissione locale. È stato irresponsabile anteporre “l’ideologia alla sicurezza sanitaria autorizzando la manifestazione dell’8-M”, si legge sul quotidiano spagnolo.

Militarizzazione di un’intera nazione

Per quanto riguarda l’Italia, la notizia dell’estensione della “zona rossaa tutto il territorio è stata battuta dalle testate giornalistiche di tutto il mondo, e le perplessità non sono tardate ad arrivare. Il network britannico BBC, per esempio, si interroga se davvero esista il modo di controllare un’area così ampia. Quando fu decretata la quarantena per il nord Italia, il primo ministro Conte aveva assicurato che le forze dell’ordine si sarebbero occupate di farla rispettare. Certo, fino a quando si trattava di sorvegliare i piccoli comuni della Lombardia e del Veneto con 55.000 abitanti complessivamente poteva essere risultare fattibile, ma sarà possibile “la militarizzazione” di un’intera nazione?

Il fatto che lo scorso fine settimana il giornalista della BBC, Mark Lowen, si sia spinto fino alla zona di isolamento e non si sia imbattuto in nessun ostacolo o controllo da parte delle forze dell’ordine suscita non poche domande su quali restrizioni concrete verranno messe in atto. Domande alle quali Conte ha risposto con una frase riassuntiva: “Resto a casa”.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Credo che non sia sufficiente approvare decreti e annunciare misure restrittive senza poi farle rispettare. Sarà indispensabile inoltre rafforzare la collaborazione tra le autorità comunitarie con l’obiettivo di scambiarsi informazioni e consigli per preservare la salute pubblica evitando il collasso degli ospedali. Minimizzare il rischio che il coronavirus comporta può essere un errore con conseguenze incalcolabili.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!