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Il coronavirus come soggetto di alcuni francobolli nel mondo

"Il francobollo è un segnale visivo della solidarietà vissuta durante l’epidemia di coronavirus". Così dalla Svizzera annunciano l'emissione di un francobollo, ma non è il solo Stato ad averlo pensato. Vediamo quali sono al momento alcuni omaggi già in corso.

Esteri
Pubblicato il 6 aprile 2020, alle ore 18:38

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Il coronavirus come soggetto di alcuni francobolli nel mondo

Anche il mondo dei francobolli non è sordo agli eventi del momento: se da un lato sono stati travolti tutti gli appuntamenti e gli eventi relativi (almeno in Italia v’è stata una chiusura completa), in altre parti del mondo non sono passati inosservati i tributi in tema di coronavirus.

A cominciare dalla Cina popolare con un’emissione composta da due francobolli in “dittico” che hanno nominali pari a 1,20 yuan, realizzati da Wang Huming e Liu Xiangping, in uscita il 7 aprile con tutti i proventi dalla vendita della serie e dei prodotti correlati che contribuiranno a sostenere la lotta contro il morbo.

È uscito il 31 di marzo l’omaggio del Vietnam, anche in questo caso con due francobolli, nominali da 4.000 e 15.000 dong, dovuti a Pham Trung Ha. Un soggetto mostra persone diverse impegnate nel gestire la crisi; l’altro è dedicato specificamente al corpo sanitario.

Ancora prima, già il diciassette di marzo, delle novità erano giunte dall’Iran che ha emesso un francobollo dal costo di 18.000 rial per ringraziare quanti si stanno impegnando per affrontare il coronavirus sars-cov-2 o, come scritto anche in inglese, gli “eroi nazionali”.

Infine, uno sguardo all’Europa dove ad iniziare è la Svizzera, con un valore in vendita a cinque franchi, dal titolo “Covid-19 solidarietà”. Quest’ultimo, realizzato da Steiner dell’azienda Nulleins, propone la Svizzera e la croce che gira facendo emergere un globo luminoso. L’intero ricavato della vendita dello stesso sarà devoluto alla raccolta fondi per la lotta al virus a favore di due associazioni: la Catena della solidarietà e la Croce rossa nazionale.

Probabilmente la lista dei Paesi andrà ad aumentare, soprattutto ad emergenza finita: non sappiamo se dall’ Italia ci sarà qualcosa ma, intanto, ci si può concentrare sul far finire l’emergenza con l’invito più classico del #stiamoacasa, #andratuttobene.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Triolo

Antonio Triolo - Da sempre in molte occasioni il francobollo è stato visto come un mezzo per fare beneficenza e raccolta fondi, almeno prima che arrivassero i più veloci sms solidali ma, non per questo, in alcune nazioni non hanno avuto similari occasioni di impiego. Ancora oggi, infatti, soprattutto i non collezionisti non rimangono insensibili ad iniziative come quelle che sono in corso adesso.

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