I documenti segreti sull’assassinio di John F. Kennedy sono online, ma non tutti

2800 files riguardanti l'assassinio di John F. Kennedy sono già online. Gli altri 500 contengono documenti “sensibili”. Nessuna nuova verità, dicono gli esperti. Perché allora tenerli segreti?

I documenti segreti sull’assassinio di John F. Kennedy sono online, ma non tutti

Il mezzo passo indietro del presidente americano Donald Trump sul ‘via libera’ alla pubblicazione dei documenti ancora segreti riguardanti l’assassinio di John F. Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963, fa sì che 500 files resteranno archiviati per almeno altri sei mesi, mentre tutti gli altri, circa 2800, saranno pubblicati subito.
Una legge, la “Kennedy Assassination Records Collection Act“, del 1992 ha raccolto tutti i documenti nell’Archivio Nazionale e ha stabilito di non divulgarli prima di 25 anni – la scadenza fissata era il 26 ottobre del 2017 – data che il presidente avrebbe potuto prolungare.

Ci si potrebbe chiedere come mai nel 1992 si è deciso il segreto totale. La risposta sta nel film uscito un anno prima “JFK – Un caso ancora aperto“, di Oliver Stone, che aveva alimentato una teoria cospirativa, con la nuova legge, la Casa Bianca si metteva al riparo. Dopo l’annuncio del possibile ‘via libera’ alla pubblicazione, Trump ha dovuto discuterne con le agenzie federali, prime tra tutte Cia e Fbi che continuano ad optare per la riservatezza di alcuni documenti. Alla fine l’accordo è arrivato, subito verranno resi noti 2.800 files, gli altri verranno rivisitati e forse pubblicati tra sei mesi. 

Gli esperti sono convinti che i documenti non contengano novità tali riformulare l’accaduto. E’ già chiaro che ad uccidere John F. Kennedy è stato Lee Harvey Oswald. L’autore di “Case Closed: Lee Harvey Oswald and the Assassination of JFK“, Gerald Posner alla Cnn ha spiegato che “non emergerà alcuna prova fumante. Chiunque pensi che questi nuovi documenti possano ribaltare il caso e provare che ci sono stati tre o quattro sparatori sulla Dealey Plaza, verrà deluso”.

In questo momento i dubbi sul perché tenere riservati dei documenti cadono proprio sulla Cia e l’Fbi, che forse, a quel tempo, avevano informazioni precise sull’assassino, ma non ne hanno tenuto conto. Il killer aveva incontrato, a Città del Messico, spie russe e cubane… ma non si sa se Cia e l’Fbi si siano interrogate su questi incontri, probabilmente i documenti svelerebbero questi segreti.

Trump ha affermato che non ha scelta, parte dei documenti resteranno segreti alimentando così il mistero e le teorie complottiste venute allo scoperto nel 1991 con il film “JFK“. Non resta che attendere sei mesi.

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