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I colossi digitali come Amazon e Google dicono no allo smart working

In tempo di covid, dove l'imperativo Restate a casa, dilaga, i grandi colossi digitali scelgono invece di mandare in ufficio i dipendenti, per una più stretta collaborazione, perchè la socializzazione è quanto mai importante in questo periodo.

Esteri
Pubblicato il 13 aprile 2021, alle ore 16:30

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I colossi digitali come Amazon e Google dicono no allo smart working

Se fino ad un anno fa era strettamente necessario, lavorare da casa, a causa del lockdown, oggi i colossi digitali fanno un passo indietro e decidono per il rientro in ufficio dei dipendenti. Google attrarre con i pasti e snack in ufficio ed alcuni benefit, per agevolare il rientro e Amazon anche è propenso, al lavoro in office.

Alla Google, ha fatto sapere il capo del personale, serviranno comprovate esigenze per restare a casa, mentre da settembre saranno tutti operativi per il ritorno in ufficio ed inoltre risiedere a breve distanza dal posto di lavoro. Ad Amazon credono che sia quantomeno fondamentale un senso di appartenenza, che colleghi tutti, per il bisogno di creare nuove idee e inventiva, e lo smart working eviti tutto questo.

La Microsoft invece prevede che il lavoro da casa ci sia per meno del 50 % , positivo anch’esso. Fatto sta che molto è cambiato dal 2020, quando sembrava che fosse escluso un ritorno operativo, ma le aziende hanno deciso quindi tutte di fare un dietrofront, Ad eccezione di Spotify e Twitter. Il Ceo di Twitter aveva inizialmente dichiarato che tutto il personale poteva benissimo lavorare da casa.

Ma c’è stato un contraddittorio, in cui affermava che solo alcune figure importanti e fondamentali potevano lavorare in home working, Spotify invece afferma che egualmente il personale potrà scegliere se lavorare da ufficio o da casa. Una nuova Silicon Valley quella che si prospettava  all’orizzonte per Twitter.

Perchè le Big Tech hanno quindi deciso di fare dietro front in merito alla questione del lavoro agile e flessibile? Dove tutti, da tutto il mondo, possono lavorare? E altre aziende seguiranno la loro strada? È interessante vedere da quali prospettive partono ed anche perchè abbiano deciso di cambiare idea. Soprattutto perchè c’è più senso di cooperazione in ufficio al contrario di uno schermo freddo dietro al pc di casa davanti ad una call con il capo.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Devo ammettere che lo smart working sia stato e continua ad essere uno strumento molto utile in epoca di coronavirus, perchè permette alle persone di continuare a lavorare da remoto e forse ha salvato anche tanti posti di lavoro, c'è da chiedersi che i colossi americani possono permettersi di farlo ma le piccole aziende no e purtroppo molti non possono permettersi il lavoro agile, da casa.

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