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Gran Bretagna, candeggina utilizzata per curare l’autismo

Registrati almeno sei casi in cui i genitori hanno utilizzato, su suggerimento di un "santone", la candeggina per curare il figlio autistico. Ci sarebbe da tenere a mente, però, che la candeggina è tossica!

Esteri
Pubblicato il 8 febbraio 2018, alle ore 11:33

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Gran Bretagna, candeggina utilizzata per curare l’autismo

In Gran Bretagna, anche se in modo segreto e non plateale, è tornata di moda la pratica di aiutare i bambini affetti da autismo curandoli con un cocktail che ha per base la candeggina. I genitori, in un gruppo segreto su Facebook, si scambiano le esperienze convincendosi l’un l’altro sulla bontà della cura.

A scoprire quanto sta accadendo sull’utilizzo come rimedio all’autismo è stata un’inchiesta del domenicale del Daily Mirror, che ha voluto approfondire la faccenda. Dalle loro ricerche è emerso che, in Gran Bretagna, in almeno sei diverse stazioni di polizia hanno interrogato dei genitori accusati di aver usato il metodo “candeggina” sui loro figli autistici dai due anni in su.

Il metodo qui chiamato “candeggina” in realtà ha anche un vero nome: ‘Miracle Mineral Solution‘ (MMS) dal significato intuibile anche per chi non conosce l’inglese. Si tratta di una soluzione d’acqua miracolosa, almeno così viene spacciata da chi è riuscito a mettere in piedi questa farsa.

Danny Glass, un santone inglese, fondatore di una sua ‘chiesa’, sarebbe riuscito a far credere che ingerirla o usarla con un clistere aiuta ad eliminare dei parassiti presenti nel corpo, causa dell’autismo. Andando ad analizzare la soluzione si tratta in realtà di un miscuglio di clorito di sodio e acido citrico, che messi insieme vanno a formare il diossido di cloro, esattamente il prodotto che si usa solitamente come sbiancante industriale. Essendo tossico, ingerendolo si va incontro a diarrea, vomito e disidratazione.

La soluzione ‘Miracle Mineral Solution‘ viene venduta anche in internet a circa 30 euro a flacone. L’inchiesta del Daily Mirror è riuscita a scovare anche un gruppo Facebook in cui i genitori si scambiano segretamente alcuni consigli su come usare la MMS. Tra i messaggi si legge che i bambini devono ricevere 16 dosi ogni giorno da tre a sei mesi, in un altro una madre disperata afferma che è stata costretta ad usare il diossido di cloro: durante il primo clistere il figlioletto di due anni piangeva disperato, ma più tardi l’ha visto migliorato.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Personalmente non utilizzerai mai una soluzione del genere e dentro di me provo un po' di pena per chi ci crede, ma più ancora per chi è costretto - perché piccolo e incapace di difendersi - a subire la cura. Una pena ancor più grande mi fanno tutti coloro che vendono - solo a scopo economico - il prodotto senza tener conto del male che questo può causare. Pena per il 'santone'? Perché no, anche lui è un essere umano che ha bisogno di 'comprensione' e di aiuto.

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