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Giappone: camerieri svagati e clienti sorridenti nel “ristorante degli ordini sbagliati”

In Giappone, una catena di ristoranti pop-up in cui i camerieri sono affetti da una malattia neuro degenerativa sta avendo molto successo. I clienti sono invitati ad aspettarsi che il servizio sia un po' eccentrico e a sorridere davanti ad ogni sbaglio.

Esteri
Pubblicato il 25 agosto 2019, alle ore 12:50

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Giappone: camerieri svagati e clienti sorridenti nel “ristorante degli ordini sbagliati”

Immaginate di andare al ristorante, di ordinare un piatto di pasta, e vedervi servire una bistecca. Il servizio non vi farebbe piacere, eppure – in Giappone – una catena di ristoranti pop-up in cui i camerieri sono tutt’altro che un esempio di efficienza sta avendo molto successo.

Penserete che i giapponesi siano strani e che i clienti devono essere dei pazzi e, invece, no: non lo sono, ma i camerieri sono tutti rigorosamente “malati di mente”. Si chiama il “Il ristorante degli ordini sbagliati” ed è un’idea geniale. Non si tratta della solita trovata bizzarra per attrarre nuova clientela, come nei locali in cui si viene insultati o attori inscenano un delitto: si tratta di una iniziativa di solidarietà.

L’iniziativa

L’idea, racconta il fondatore Shiro Oguni, è nata da una scoperta fatta un giorno per caso in un centro specialistico in cui era in visita. Contrariamente all’immaginario collettivo, i pazienti affetti da demenza non sono soggetti che vagano senza meta e senza cognizione di sé, ma sono completamente autonomi in molte attività quotidiane, come lavarsi, vestirsi, cucinare, fare la spesa, fare il bucato.

Possono fare le cose che fanno tutti, solo magari in maniera non sempre “normale”, o andando ogni tanto, come dice lui, “fuori rotta”. Da qui il desiderio di farli uscire dal loro isolamento e farli sentire ancora utili e integrati con il resto della società. L’imprenditore, in collaborazione con un centro specializzato in Alzheimer, il Maggie’s Tokyo, ha aperto il primo ristorante in cui “l’errore è atteso”, in quanto il cameriere affetto da deficit mentale potrebbe dimenticare tutto o fare cose bizzarre. Il successo è stato tale che è diventato presto una catena.

Sorridi all’errore e impari la gentilezza

L’iniziativa potrebbe sembrare simile ad altre presenti in tutto il mondo, in cui i camerieri sono affetti da qualche forma di disabilità. Ma “Il ristorante degli ordini sbagliati” va oltre all’aiuto dei pazienti. Lo scopo non è solo aumentare la sensibilità e la conoscenza della demenza, ma sprigionare gentilezza e insegnare alle persone a collaborare. L’obiettivo di Oguni è ambizioso: Vogliamo cambiare la società, farla diventare più tollerante, demenza o non demenza, possiamo vivere in armonia.

La ricetta vincente per riuscirci sembra essere stata trovata. La percentuale degli errori commessi è del 37%, ma la soddisfazione dei clienti è del 99%. Si invitano i clienti ad aspettarsi gli errori, a non lamentarsi e invece a sorridere e scherzarci su ed essere collaborativi. Oguni racconta di scene in cui il caffè è servito con la cannuccia, in cui la cameriera si siede al tavolo con i commensali e, cosa più rara al giorno d’oggi e bella, in cui tutti al tavolo aiutano il cameriere e esultano quando una cosa viene fatta nel modo giusto. La percentuale degli errori comunque non è nemmeno molto alta, perché chi è affetto da demenza può fare molte cose bene ed è bene saperlo visto che i casi di questa malattia sono destinati ad aumentare.

Nei video registrati all’interno dei locali, si vedono molte persone ridere, chiacchierare con i loro camerieri amichevolmente, commuoversi, sorprendersi vedendo quello che anziani affetti da Alzheimer riescono a fare.

Quelli più felici sembrano essere proprio i clienti, che ricevono una bella lezione, e non solo dell’ottimo cibo.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - Adoro questa iniziativa. Non solo si aiutano concretamente i pazienti, ma chiedendo ai clienti di non arrabbiarsi davanti all'errore, di aiutare e sorridere, li si aiuta ad imparare ad essere più gentili e tolleranti e li porta ad essere anche più rilassati e sereni. Alla fine, ha ragione Oguni: lo scopo non è solo far conoscere la reale situazione dei malati, ma insegnare alla società a vivere in armonia. Sarebbe bello che luoghi del genere aprissero anche in Italia. Con una popolazione che invecchia, i casi demenza senile aumentano e bisogna imparare a conviverci. Noi però siamo meno gentili e pazienti e non so quanto l'iniziativa avrebbe successo.

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Commenti
Alessio Attardi
Alessio Attardi

28 agosto 2019 - 07:25:49

Idea molto interessante, ma quasi impossibile qui da noi, ci sono ristoranti che hanno aperto simili a questo come idea,ma il pregiudizio e la superficialità hanno fatt9 si che chiudessero dopo qualche anno

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