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Gerusalemme: Papa Francesco rivolge il suo appello al "rispetto dello status quo della città"

A fine udienza del mercoledì Papa Francesco, in seguito alla dichiarazione di Trump su Gerusalemme capitale, esprime la sua preoccupazione e la sua preghiera e chiede a tutti di rispettare lo "status quo della città".

Esteri
Pubblicato il 7 dicembre 2017, alle ore 09:48

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Gerusalemme: Papa Francesco rivolge il suo appello al "rispetto dello status quo della città"
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La dichiarazione di Donald Trump – “Gerusalemme è la capitale di Israele” – con la scelta di spostare l’ambasciata ha fatto esultare Benjamin Netanyahu, ma allo stesso tempo ha fatto esplodere la minaccia di Hamas – “Apre le porte dell’inferno” – e suscitare timori alla Ue, alla Turchia e alla Lega Araba.
Non poteva tacere il Vaticano. Papa Francesco al termine dell’udienza di mercoledì ha espresso la sua “profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni” ed ha esortato tutti al rispetto dello “status quo della città, in conformità con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite“.

Il Papa ha ricordato il significato unico per ebrei, cristiani e musulmani di “Gerusalemme” città in cui si “venerano i luoghi santi delle rispettive religioni” e, proprio per questa sua caratteristica, è chiamata alla pace, in altre parole è chiamata ad essere luogo d’incontro pacifico, perché luogo sacro a tutte le religioni.
Il Pontefice ha espresso nella preghiera il suo desiderio che l’identità di Gerusalemme “sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero” e che saggezza e prudenza abbiano a prevalere senza aggiungere altra tensione in questa terra già segnata da tanti conflitti.

Papa Bergoglio e il presidente dell’Anp Abu Mazen si sono sentiti al telefono martedì, su richiesta del leader dell’Autorità palestinese, lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme è stato l’argomento di discussione.

Intanto le forze di sicurezza israeliane si stanno organizzando in caso di scontri a Gerusalemme Est e in Cisgiordania con i palestinesi, dopo che gli Stati Uniti, attraverso il loro Presidente Donald Trump, hanno annunciato ufficialmente che Gerusalemme è riconosciuta come capitale dello Stato di Israele.

A Betlemme durante una manifestazione, nella notte di ieri, sono stati bruciati i manifesti di Trump in segno di disapprovazione. Sono contrari alla scelta di Trump anche i funzionari palestinesi che stanno lavorando per un accordo di pace tra Israele e i palestinesi, che già considerano Gerusalemme Est sede della loro futura capitale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi unisco alla preghiera di Papa Francesco affinché "saggezza e prudenza" prevalgano su ogni interesse di parte. Gerusalemme è per sua natura una città "sacra" e non un luogo di guerra e di tensioni. Se davvero si crede in essa, penso che questa sua identità debba essere naturalmente, spontaneamente rispettata.

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