Fukushima: radiazioni ancora troppo alte e robot muore solo dopo 3 ore

Nella centrale di Fukushima, in Giappone, i livelli delle radiazioni causate dal disastro del 2011 sono ancora troppo alti. E' la stessa Tepco a rivelarlo in seguito all'invio di un robot all'interno del reattore 1, che ha smesso di funzionare solo dopo 3 ore

Fukushima: radiazioni ancora troppo alte e robot muore solo dopo 3 ore

L’azienda Tokyo Electric Power Company, proprietaria della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, ha ammesso che i livelli di radiazioni attuali in uno dei reattori colpiti dal disastro del 2011 continuano ad essere troppo alti, tanto da provocare la morte di un essere umano in meno di un’ora di esposizione.

Questo è stato il risultato di un esperimento, il primo nel suo genere, portato a termine lo scorso fine di settimana: un robot a controllo remoto era stato introdotto venerdì scorso nel serbatoio del reattore numero 1 per esplorare la situazione al suo interno. Il robot, a forma di serpente, alto 9 centimetri, lungo, a seconda della sua posizione, tra i 25 e i 64 centimetri, e di 7,5 chili di peso ha registrato immagini inedite dietro la direzione di una squadra di più di 40 esperti: accumuli di macerie, resti del tetto e metalli fusi durante l’incidente.

Ma purtroppo la macchina stessa non è riuscita a sopportare le ingenti dosi di radioattività a cui era evidentemente sottoposta, nonostante fosse stata progettata appositamente per questa missione. I suoi costruttori, infatti, avevano stimato che avrebbe potuto lavorare fino a 10 ore, ma in realtà già dopo 3 ore non emetteva più alcun segnale; dopo aver percorso solo 15 metri (ossia la metà del tragitto previsto) ha smesso di funzionare.

E’ stato impossibile recuperare il robot che, pertanto è stato abbandonato dentro la vasca di contenimento del reattore, uno dei tre che rimasero distrutti a seguito dello tsunami del 2011. Le misurazioni realizzate dalla macchina, che oscillano tra i 7 e i 9,7 Sievert orari, non lasciano dubbi sull’elevata pericolosità che tuttora questa struttura rappresenta.

Sievert, dal nome dello scienziato svedese Rolf Sievert, è l’unità di misurazione degli effetti e dei danni che le radiazioni provocano su un organismo, e l’Unione Europea ammette solo 100 millisievert (ossia un sottomultiplo) ogni 5 anni per i lavoratori esposti a radiazioni e solo 1 millisievert per il resto della popolazione.

Secondo un portavoce della Tepco, Ryo Shimuzu, l’obiettivo finale di questo robot è trovare un modo con cui poter smantellare il reattore, data l’impossibilità dell’impiego di risorse umane per realizzare questo compito. Intanto, però, l’azienda ha sospeso l’invio dell’altro robot previsto inizialmente per le ulteriori verifiche.

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