Francia: condanna per il comico Dieudonné, che scrisse “Je suis Coulibaly”

Condannato a due mesi di carcere con sospensione condizionale il popolare comico francese Dieudonné, che aveva postato la frase: "Je suis Charlie Coulibaly" su Facebook

Francia: condanna per il comico Dieudonné, che scrisse “Je suis Coulibaly”

E alla fine arriva la condanna a due mesi di carcere (con sospensione condizionale) per il popolare comico francese Dieudonné M’bala M’bala, il quale, dopo la strage allo Charlie Hebdo, aveva postato su Facebook: Je suis Charlie Coulibaly, scimmiottando l’ormai celebre “Je suis Charlie” che tanto è ‘andato di moda’ dopo l’attacco terroristico; Amedy Coulibaly era infatti il sequestratore del Saïd and Chérif Kouachi, il supermercato che venne preso d’assalto in un’azione coordinata con gli attentatori della redazione dello Charlie Hebdo.

L’artista francese, già al centro delle polemiche per essere stato considerato l’inventore della quenelle, un gesto volgare che, a quanto dice il suo creatore, sarebbe riferito ai sionisti (Dieudonné ha sempre dichiarato di essere un antisionista convinto) ma che, a breve, ha assunto connotati antisemiti, essendo utilizzato dai militanti dell’ultradestra francese proprio allo scopo di dileggiare il popolo ebraico. Non è un caso se Dieudonné sia stato più volte multato dai giudici francesi per incitamento all’odio.

In riferimento al suo post su Facebook, Dieudonné si è difeso affermando che la frase incriminata altro non era che uno scherzo, una risposta appunto all’onnipresente “Je suis Charlie” che campeggiava in ogni arena politica e sociale della Francia dal giorno dell’attentato. Il post è stato scritto dopo la marcia repubblicana dell’11 gennaio, organizzata in risposta agli attentati, a cui lo stesso comico francese aveva partecipato, e fu immediatamente cancellato dallo stesso Dieudonné dopo le proteste dei frequentatori del social. A caldo, Dieudonné aveva affermato di “sentirsi considerato come Amedy Coulibaly”, quando in realtà egli stesso si sente Charlie.

Giustificazioni che non hanno convinto i giudici. La richiesta iniziale era di 30mila euro di multa, commutabili in giorni di prigione, ma l’accusa aveva chiesto di tenere in considerazione il contesto in cui tali frasi erano state pronunciate, decisamente teso, oltre al tono controverso delle stesse. Oggi, peraltro, lo stesso Dieudonné sarà giudicato sulle accuse di incitamento all’odio verso gli ebrei per alcune frasi irriguardose nei confronti del giornalista di France Inter Patrick Cohen.

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