Falklands, Inghilterra rafforza le difese: si teme l’invasione

L'Inghilterra è pronta a rafforzare le difese nelle Falklands, il Segretario della Difesa Fallon: "Proteggeremo i nostri cittadini". E l'Argentina annusa il profumo del petrolio, ora in mano agli inglesi "usurpatori" delle Malvines

Falklands, Inghilterra rafforza le difese: si teme l’invasione

La Gran Bretagna rafforzerà le difese delle Isole Falklands. A riferirlo è Michael Fallon, Segretario della Difesa britannico, che ha spiegato a BBC Breakfast: “Abbiamo rivisto la sistemazione della difesa delle Falklands, nelle quali c’è ovviamente una continua minaccia anche dopo 30 anni dalla guerra. Annuncerò in Parlamento come avremo intenzione di incrementare le difese delle Isole Falklands, ovviamente non posso scendere nei dettagli prima di aver conferito con il Parlamento”. Fallon si aspetta di poter annunciare l’arrivo delle truppe di rinforzo già nel corso di questa sera.

Il Premier inglese David Cameron ha nel frattempo parlato delle motivazioni che hanno spinto la Gran Bretagna ad una mossa di questo genere. Incalzato riguardo ai rapporto che parlando di una vera e propria “escalation di minacce” proveniente dall’Argentina, Cameron ha risposto così: “La rassicurazione che posso dare alle Isole Falklands è che noi saremo sempre lì per loro, e le difenderemo sempre”. “Noi crediamo-ha continuato il Primo Ministro inglese-nel diritto degli abitanti delle Falklands di autodeterminazione. Hanno fatto un referendum, non potevano essere più chiari riguardo al fatto che vogliano continuare a fare parte del nostro Paese. Pertanto è nostro dovere difenderli e proteggerli”.

Le minacce a cui Cameron fa riferimento proverrebbero dall’Argentina e dalla Russia: nel corso del programma BBC Radio 4, Michael Fallon è stato infatti interrogato in merito ai reports secondi i quali l’Argentina starebbe affittando 12 bombardieri ad ampio raggio Sukhoi Su-24 dalla Russia. Il Segretario della Difesa ha risposto così: “L’accordo non è ancora stato confermato, ma tutto ciò che posso dire è che la minaccia rimane. E’ una minaccia attuale, e ne parlerò nel corso di questo pomeriggio”.

“Abbiamo bisogno di modernizzare le nostre difese laggiù-ha poi specificato Fallon-per assicurarci di avere truppe a sufficienza, e che l’isola sia difesa appropriatamente in termini di difese aeree e marittime. Gli isolani hanno il diritto di rimanere cittadini britannici, ed hanno il diritto ad una protezione adeguata”. Sono sullo stesso piano David Cameron e Michael Fallon dunque, con quest’ultimo che ha continuato criticando le rivendicazioni provenienti dall’Argentina, con il Presidente Kirchner che già nel 2013 aveva denunciato al Comitato di Decolonizzazione Onu l’indisponibilità di Londra a negoziare: “L’Argentina continua tristemente a reclamare le isole, anche 30 anni e più dopo l’invasione originale e la guerra. E’ una cosa a cui dobbiamo rispondere”.

Ma i toni delle dichiarazioni di Michael Fallon si sono fatti ancora più belligeranti quando, sempre a BBC Breakfast, ha affermato che: “Abbiamo ripartito il nostro budget per la difesa, e ci stiamo investendo nuovi fondi…abbiamo il più grande budget a disposizione della Difesa in Europa, il secondo in assoluto di tutta la Nato. Posso assicurare che abbiamo, le nostre truppe armate avranno, le risorse e gli equipaggiamenti necessari”. Più che un segnale, una vera e propria risposta minatoria alle minacce di una seconda invasione delle Falklands che trapelano da Buenos Aires.

Quali che siano i piani della Kirchner, e che possa essere reale o meno il supposto sostegno di Putin alla causa Argentina, una cosa è certa, e non è stata detta in sede di Parlamento né davanti alle telecamere: il petrolio offshore delle Falklands, e la loro posizione strategica, fanno gola più di qualcuno. E l’amministratore delegato della società petrolifera Rockhopper, operante proprio in quelle isole ma avente sede a Salisbury, Regno Unito, ha già presentato un programma di esplorazione del costo di circa 1,8 miliardi di dollari, destinato a partire entro il 2020.

Una tentazione succulenta, specie ora che le riserve di petrolio nel mondo stanno oramai iniziando a scarseggiare. Una motivazione che potrebbe essere sufficiente a portare alla luce i fantasmi del passato, 33 anni dopo l’ultima volta.

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