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Eurodeputati contro il Green Pass: "non è scientifico e va abbandonato"

Quattro eurodeputati indicono una conferenza stampa per esprimere il loro dissenso al Green Pass che trasforma i diritti fondamentali in privilegi che i governi concedono o revocano a loro discrezione

Esteri
Pubblicato il 31 ottobre 2021, alle ore 12:55

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Eurodeputati contro il Green Pass: "non è scientifico e va abbandonato"

Il Green pass sbarca anche in Parlamento Europeo nonostante un piccolo numero di eurodeputati abbia espresso opposizione all’uso obbligatorio del lasciapassare. Con una mossa senza precedenti, quattro eurodeputati di diversi gruppi di partito hanno unito le forze, per reagire alle crescenti violazioni dei diritti umani fondamentali di tutti i cittadini dell’UE che, secondo loro, sono minacciati a causa della vaccinazione obbligatoria e dell’uso abusivo del certificato digitale Covid.

Durante la conferenza stampa a Strasburgo del 20 ottobre 2021, intitolata “Difendere i diritti fondamentali opponendosi all’uso improprio del certificato verde digitale“, sono intervenuti Christine Anderson per la Germania, Francesca Donato per l’Italia, Ivan Vilibor Sinčić per la Croazia e Christian Terhes per la Romania per dare voce a milioni di cittadini europei che combattono in tutta l’UE per i loro diritti fondamentali.

L’eurodeputata Christine Anderson ha dichiarato che dall’inizio della pandemia si assiste alla trasformazione dei diritti fondamentali in privilegi che i governi concedono o revocano a loro discrezione e ha invitato tutti gli europei a resistere a ogni governo liberticida: “Lasciatemi dire che non ho paura di questo virus. Quello che temo è che i governi abusino di questa o di qualsiasi altra «crisi» del caso, per violare i diritti civili, per revocarli o mettere in discussione la libertà”, ha aggiunto. 

L’avvocato e eurodeputato Francesca Donato ha condannato la repressione violenta delle proteste pacifiche in tutta Europa e il fatto che i cittadini italiani siano costretti a sottoporsi a cure sanitarie invasive e rischiose pur di non perdere il lavoro. “Il consenso informato che sono obbligati a firmare non è gratuito: è un consenso estorto“, ha dichiarato. La Donato descrive il Green passcome una licenza per diffondere e infettare” che dà un falso senso di sicurezza; “è del tutto illogico, non è scientifico e va abbandonato”, ha aggiunto.

L’eurodeputato Ivan Sinčić ha sottolineato che in tutta Europa lo stato di diritto è gravemente compromesso e ha ribadito di sostenere pienamente il personale del Parlamento europeo che vive sotto la minaccia di perdere il lavoro e i mezzi di sussistenza se non in possesso del certificato verde. Infine, l’eurodeputato Cristian Terhes ha citato l’art. 46 del regolamento originario del Certificato Verde Digitale, che delinea la volontà del Parlamento Europeo di difendere i diritti umani fondamentali, e ha evidenziato come a pochi mesi dall’introduzione del Certificato Verde, si assista esattamente al contrario, “tutti questi diritti che, presumibilmente, avrebbero dovuto essere protetti da questo regolamento, sono violati proprio ora“. “È questo il tipo di Unione Europea che vogliamo costruire, che vogliamo accettare?”, ha chiesto Terhes.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Di propria iniziativa, questi eurodeputati hanno espresso le preoccupazioni di milioni di cittadini europei che combattono in tutta Europa per i loro diritti fondamentali, le cui proteste sono state in gran parte silenziate, dando a molti la falsa impressione che non stiano accadendo affatto. Introdotto come meccanismo arbitrario per consentire la libertà di movimento, il certificato verde viene utilizzato dai governi nazionali come passaporto "obbligatorio" per ogni attività sociale, compresa quella lavorativa. “Quindi abbiamo un problema medico che si è trasformato in un problema democratico", ha concluso la Donato.

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