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Empatia e solidarietà sono fondamentali per combattere il coronavirus: l’appello di un medico spagnolo

Un medico spagnolo ha pubblicato un video duro, esplicito, per cercare di risvegliare la coscienza e la solidarietà dei giovani che arrivano al pronto soccorso con leggerezza e superficialità, sprezzanti delle indicazioni impartite dagli operatori sanitari

Esteri
Pubblicato il 15 marzo 2020, alle ore 19:52

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Empatia e solidarietà sono fondamentali per combattere il coronavirus: l’appello di un medico spagnolo

Sui social sono migliaia gli appelli alla solidarietà per far fronte al coronavirus Covid-19, una polmonite che per gli anziani e le persone con patologie pregresse può risultare fatale. Per questo è molto importante frenarne la diffusione, stando a casa. Anche in Spagna, con un crescente numero di persone contagiate, ora 7.750, la situazione è preoccupante e il personale sanitario è già allo stremo. 

Criticità che hanno spinto Jesús Candel, medico del pronto soccorso di Granada, a registrare un video nel quale attacca con durezza l’irresponsabilità di alcuni giovani davanti alla crisi sanitaria che stiamo vivendo e chiede la collaborazione immediata di tutti. Con un linguaggio decisamente scurrile e usando appellativi che non celano la sua indignazione, il dottor Candel invia ai giovani spagnoli un messaggio esplicito affinché capiscano l’importanza di osservare la quarantena.

Se chiediamo loro di smettere di guardare stupidaggini sul telefono e di leggere informazioni sul coronavirus è perché una dannata volta capiscano come devono comportarsi”, ha spiegato. Racconta di giovani che si sono presentati al pronto soccorso senza sintomi riferendo di avere il sospetto di essere stati contagiati dal coronavirus e esigendo l’esecuzione del test, mentre in sala d’attesa ridevano e guardavano video sul cellulare, “perché per loro l’unica cosa importante sono loro: vogliono sapere se devono chiudersi in casa con tutto il loro equipaggiamento di reti sociali, mettersi in clausura e comunicare su Instagram che hanno il coronavirus”, ha esclamato furioso.

Il dottor Candel spiega che i tamponi verranno eseguiti ai pazienti per il quali sarà necessario e che coloro che stanno davvero male non devono tardare ad andare al pronto soccorso,siamo qui apposta”, ha sottolineato. Ma se le persone arrivano in ospedale senza motivo, e la situazione, già critica, peggiora e il rischio di contagio aumenta, perché un giovane senza sintomi potrebbe comunque aver contratto il virus e trasmetterlo ad altre persone.

Per svegliare le coscienze e chiedere più solidarietà ha aggiunto: “Se il personale medico vi dice di restare a casa, non è perché gli piace rompervi le scatole, ma perché vogliamo prenderci cura di una donna, come quella che ho appena visitato, che stava affogando viva, che ha avuto la febbre da una settimana, che stava molto male e che ho dovuto ricoverare.”.

Andate a quel paese, caproni! smettete di pensare solo a voi stessi. Questo è un maledetto virus che è arrivato in un’epoca in cui per essere distrutto serve solidarietà. Dovrebbero inventare le pillole di solidarietà per far sì che vi rendiate conto”. 

Candel chiede che il video venga condiviso nelle reti sociali nella speranza che i giovani prendano coscienza della gravità della situazione e inizino a preoccuparsi dei problemi reali, smettendo di vivere nella bambagia e di pensare solo a loro stessi: “Non siete al centro del mondo, caproni! Lo sono i nostri anziani e coloro che hanno patologie. Dovete essere in prima linea e prendervi cura dei vostri nonni”.

Conclude il suo monologo chiedendo rispetto per il lavoro dei medici che non se la stanno passando per niente bene, perché vedono la gente star male e le famiglie soffrire per le gravi condizioni dei loro cari, oltre al rischio che corrono per un virus che pare essere ovunque.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Messaggio forte e chiaro e, speriamo, efficace. Ora che il coronavirus sembra essere anche nell'aria è necessario il sacrificio e il senso di responsabilità di tutti. È ora di smettere di dar mostra di superficialità e leggerezza: sono troppe le vite che questo virus si è già preso e tantissime quelle che vogliamo strappargli dalle grinfie. Stiamo uniti stando isolati!

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