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Egitto, giudice chiede l’impiccagione in diretta tv: l’accusato uccise una 21enne che lo aveva rifiutato

Dopo la condanna a morte di Mohamed Adel, che ha assassinato a giugno la compagna d'Università Naira Ashraf che lo aveva rifiutato, la corte ha chiesto una modifica delle leggi egiziane per trasmettere in diretta la sua impiccagione. "Sarà un deterrente".

Esteri
Pubblicato il 27 luglio 2022, alle ore 09:50

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Egitto, giudice chiede l’impiccagione in diretta tv: l’accusato uccise una 21enne che lo aveva rifiutato

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Uccise una compagna di classe universitaria a coltellate, quando quest’ultima rifiutò la sua proposta di matrimonio. Per questo omicidio Mohamed Adel è stato condannato a morte lo scorso 6 luglio da un tribunale egiziano, lo stesso che ora vuole che la sua impiccagione sia trasmessa in diretta tv.

La scelta, dice la corte, sarebbe un deterrente per evitare che simili crimini avvengano in futuro. “La trasmissione, anche se solo nella parte dell’avvio del procedimento, potrebbe raggiungere l’obiettivo della deterrenza, che non è stato raggiunto trasmettendo la sentenza stessa“, ha scritto la Corte in una lettera al Parlamento.

Il 21enne Mohamed uccise la coetanea Naira Ashraf lo scorso 20 luglio fuori dall’Università Mansoura, istituto situato nel nord dell’Egitto vicino al Delta del Nilo, che entrambi frequentavano. La giovane stava per partecipare al suo ultimo esame, quando lui la attaccò per strada davanti a diversi testimoni, in un omicidio registrato dalle telecamere di sorveglianza della scuola.

Naira fu accoltellata diverse volte sul collo e sul petto, e morì quasi immediatamente. Alcuni passanti bloccarono Adel mentre ancora teneva il coltello in mano e guardava dall’alto il corpo della sua vittima, come dimostra il video dell’aggressione. L’assassino da tempo perseguitava la compagna di classe, e aveva deciso di ucciderla dopo che lei aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio.

Il tribunale di Mansoura aveva deciso preliminarmente la pena di morte il 28 giugno, confermando la sentenza una settimana dopo. Un appello ha bloccato però il verdetto che è stato reso pubblico solo il 24 luglio. Ora, la corte ha richiesto che la legislatura cambi le regole in merito alla pena capitale, in modo che l’esecuzione possa essere messa in onda in diretta. L’avvocato difensore dell’assassino, Farid El-Deeb, ha annunciato che il suo cliente farà appello alla sentenza, avendo a disposizione 60 giorni per poter permutare la sua condanna a morte.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Bene che sia condannato a morte, spero che patisca anche parecchio nella sua dipartita. Purtroppo però, temo che trasmettere in diretta la sua impiccagione non sarebbe un deterrente, se non lo è la pena di morte stessa, poco altro lo sarebbe. Bisogna agire prima, sull'educazione e sul cambiamento della cultura, dopo è troppo tardi.

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