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Ecco quali strumenti userà la Nasa contro gli asteroidi che minacceranno la Terra

Il 30 giugno 2018 si celebrerà l’Asteroid Day, evento internazionale volto a sensibilizzare l’umanità sul rischio legato agli asteroidi. L’occasione sarà utile per ricordare quali strumenti dispone la Nasa per prevenire un catastrofico impatto.

Esteri
Pubblicato il 28 giugno 2018, alle ore 17:10

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Ecco quali strumenti userà la Nasa contro gli asteroidi che minacceranno la Terra

Il prossimo 30 giugno si festeggerà la quarta edizione dell’Asteroid Day, evento promosso nel 2015 al fine di promuovere maggior consapevolezza sui rischi legati a possibili impatti con corpi extraterrestri. 
Ad oggi la probabilità che un oggetto di dimensioni ragguardevoli possa colpire il nostro pianeta è decisamente molto bassa.

Nei prossimi 100 anni gli esperti indicano una percentuale non superiore allo 0,01%, ma tutto ciò non deve farci credere di essere al sicuro: finora sono stati schedati soltanto 8.000 degli oltre 25.000 grandi asteroidi che orbitano in prossimità della Terra. I rimanenti 17.000 che vagano entro i 50 milioni di km dal nostro pianeta rimangono infatti da tracciare. Da qui diventa necessario rafforzare il rilevamento e il monitoraggio di tutti i Neo, in altre parole i Near-Earth Objects.

Ma oltre a tenerli sotto controllo, cosa si potrà fare nel momento in cui si scoprirà che un meteorite punta dritto su di noi? Per non farsi trovare impreparata, la Nasa è allo studio di tre principali tecniche di difesa; due di queste saranno testate nei prossimi 10 anni. L’occasione per far il punto su queste armi si è presentata lo scorso 20 giugno durante l’ultima conferenza stampa del Planetary Defence Coordination Office della Nasa.

Ma quali sarebbero le tecniche che la Nasa starebbe mettendo a punto? In primo luogo c’è l’interferenza a distanza creata da un trattore gravitazionale. Nello specifico verrebbe lanciata una potente sonda, che una volta fatta transitare accanto alla roccia celeste interferirebbe con la sua gravità, andando a modificarne la traiettoria.

Un’altra soluzione è rappresentata dallo schianto cinetico. In questo caso la sonda verrebbe lanciata a tutta potenza contro il meteorite al solo fine di fargli cambiare rotta. L’ultima alternativa sarebbe invece l’esplosione nucleare. La deflagrazione dovrebbe a quel punto essere tale da sbriciolare il corpo celeste in frammenti più piccoli, che verrebbero definitivamente distrutti durante il loro passaggio nell’atmosfera terrestre.

A fronte di questi mezzi messi a disposizione dalla moderna tecnologia, diventa importante mantenere uno stretto contatto tra le varie agenzie spaziali: a queste ultime spetta infatti il compito di rilevare la presenza di possibili minacce. Una volta individuata una criticità proveniente dallo spazio, a lanciare l’allarme sarebbe poi l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Spesso consideriamo la Terra come un dato di fatto che niente e nessuno potrà mai cambiare. Purtroppo non ci rendiamo conto che nello spazio ci sono anche altri corpi celesti, di cui molti potenzialmente pericolosi. Tutti i governi dovrebbero quindi contribuire a sviluppare un sistema di difesa comune: non bisogna infatti dimenticare che l’impatto di un meteorite di notevoli dimensioni potrebbe rivelarsi catastrofico.

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