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E Gesù scagliò la prima pietra. Il vangelo secondo Pechino

In Cina l'indottrinamento passa attraverso la manipolazione dei libri, anche della Bibbia. Un passo del Vangelo è stato modificato per difendere i funzionari del Partito Comunista.

Esteri
Pubblicato il 12 ottobre 2020, alle ore 17:44

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E Gesù scagliò la prima pietra. Il vangelo secondo Pechino

Il mezzo migliore per mantenere il potere non è la violenza ma la manipolazione delle menti. Il governo cinese lo sa bene e ne fa ampio uso per ottenere consensi e evitare le ribellioni. Uno dei mezzi che ama utilizzare sono i libri modificati dal partito per dare ai lettori una visione della realtà alternativa.

Tutti i testi che possono insegnare valori e atteggiamenti che sono pericolosi per chi vuole un popolo docile e obbediente vengono riscritti. Nel mirino del partito non poteva non finire anche il libro più compromettente e pericoloso di tutti, la Bibbia. È in atto un progetto per riscriverla e renderla più vicina alla cultura cinese, ma una anticipazione della nuova Bibbia cinese è già stata inserita in un testo scolastico. Si tratta dell’episodio di Gesù e l’adultera contenuto nel Vangelo secondo Giovanni (8,1 -11).

Gesù lapida l’adultera

Tutti conosciamo la frase “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la prima pietra”: è contenuta in questo passo del Vangelo e ci insegna a non giudicare gli altri perché nessuno è perfetto. Ebbene, i cinesi hanno voluto dare a questa storia un significato un po’ diverso. Nel Vangelo un gruppo di uomini va da Gesù per chiedere un parere riguardo il caso di una donna che ha tradito il marito. La legge ebraica prevede per l’adulterio la pena della lapidazione, ma Gesù salva la donna dicendo che il primo a scagliare la pietra deve essere qualcuno privo di peccati. Gli uomini consapevoli di essere tutti peccatori se ne vanno e la donna viene liberata.

Per il governo cinese il finale è un altro. Gesù rimasto solo con la donna prende una pietra e provvede personalmente alla lapidazione, e subito dopo pronuncia questa frase: “Sono anche io un peccatore. Ma se la legge potesse essere applicata solo da uomini senza peccati, la legge sarebbe morta”. Lo scopo di questa mistificazione è abbastanza chiaro e lo spiega bene l’associazione China Aid: “Il libro di testo del Pcc afferma che se solo le persone senza peccati potessero applicare la legge, la legge diventerebbe impotente“.

Questo implica che siccome i comportamenti illeciti dei funzionari giudiziari cinesi nelle forze dell’ordine sono inevitabili, dovrebbero essere tollerati. Il significato del testo biblico passa dal “non giudicare gli altri” al “non giudicare i reati dei funzionari del partito” , perché anche Gesù, che era un peccatore, ha applicato la legge contro un altro peccatore.

I cristiani cinesi, già perseguitati duramente, sono insorti definendo questa distorsione del Vangelo malvagia e volta a macchiare l’immagine di Gesù. Il testo scolastico è in circolazione da tempo: è infatti stato approvato nel 2018 dal comitato di revisione editoriale, supervisionato dal Ministero dell’Istruzione del regime. Il dibattito è sorto solo recentemente quando un cristiano ha postato sui social una foto della pagina incriminata e un professore cristiano ha confermato l’utilizzo del testo nelle scuole.

La Bibbia cinese

L’associazione China Aid, gruppo statunitense in sostegno dei cristiani in Cina, da tempo denuncia che il regime “sta tentando di diffondere una propria “visione” biblica e della teologia affinché si conformi ai valori socialisti portati avanti da Xi Jinping“. Infatti, la revisione non si limita a un passo del Vangelo, ma è in atto un progetto per una nuova Bibbia.

Due organizzazioni protestanti riconosciute dal governo comunista, il Movimento delle tre autonomie e il Consiglio cristiano cinese, hanno previsto un progetto per promuovere il “cristianesimo cinese”. Una commissione avrà il compito di scrivere una versione “laica e comprensibile” della Bibbia puntando sui contenuti compatibili con i valori chiave del socialismo, perché i principi socialisti dovranno essere alla base dello sviluppo teologico in Cina.

Un’anticipazione del ruolo dei protagonisti della Bibbia potrebbe venire dal fatto che in una chiesa cattolica l’immagine della Madonna è stata sostituita dai funzionari pubblici da una statua del leader Xi Jinping. Nemmeno Dio scampa alla revisione: nel 2018 ad una chiesa protestante è stato ordinato di rimuovere il decalogo dei 10 Comandamenti. Per i cinesi che venerano Mao Zedong come una divinità è inaccettabile il comandamento “Non avrai altro Dio all’infuori di me”. Per loro Dio è inferiore a Mao e al partito. In altre provincie ormai i comandamenti sono diventati massime e se ne insegnano solo alcuni.

Una nuova Bibbia cinese rappresenta un passo in avanti nel processo di sicinizzazione del cristianesimo annunciato dal presidente Xi Jinping a un raduno del Fronte Unito nel 2015. I vescovi da anni devono essere scelti dal Pcc e, con un accordo, dai contenuti segreti, dal 2018 il Vaticano sembra aver accettato la situazione. Intanto i cristiani fedeli alla teologia “originale” vengono perseguitati.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - I cristiani in Cina si sentono abbandonati. Solo i giornali religiosi parlano delle persecuzioni che devono subire continuamente, i media in generale non se ne occupano. Il nuovo cristianesimo cinese non avrà nulla del vero cristianesimo e intere generazioni di cinesi cresceranno con l'idea di un Gesù assassino e non paladino della non violenza. L'unica salvezza è internet e i siti che riescono a sfuggire al controllo del partito perché può far scoprire ai cinesi la differenza tra la visione della realtà del partito con quella del resto del mondo

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Commenti
Marilena Carraro
Marilena Carraro

12 ottobre 2020 - 20:38:32

Davvero triste!

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