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È attraccato alla Stazione Spaziale il robot russo Fedor: sa parlare, camminare, guidare, sparare e fare flessioni

E' approdata la navetta Soyuz Ms-14 nella Stazione Spaziale Internazionale: a bordo è presente Il Robot russo Skybot F-850, pronto ad eseguire test e fornire dati alla base.

Esteri
Pubblicato il 27 agosto 2019, alle ore 11:04

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È attraccato alla Stazione Spaziale il robot russo Fedor: sa parlare, camminare, guidare, sparare e fare flessioni

Grande novità nella Stazione Spaziale Internazionale Iss: questa mattina, alle 05:08 ora italiana, è approdata la navetta Soyuz Ms-14: si tratta del secondo effettivo tentativo di aggancio, visto che quello del 24 Agosto era fallito a causa di un probabile guasto nel meccanismo di automatizzazione, dedicato al collegamento Kurs, che avrebbe dovuto ancorare al modulo denominato MIM2.

All’interno della navetta, è presente il passeggero robot russo, chiamato Skybot F-850 o Fedor come acronimo di Final Experimental Demonstration Object Research.

Si tratta del frutto di studi ed ingegneria russa, creato con il fine di poter effettuare esperimenti a bordo nella navetta fino al 7 Settembre: ideato per poter interagire con gli astronauti tramite l’intelligenza artificiale di cui è dotato, fornirà numerosi dati scientifici fondamentali, come i parametri di volo e procederà all’esecuzione di test predisposti per supportare l’equipaggio.

La sua gestione è stata affidata dalla base al cosmonauta Aleksandr Aleksandrovich Skvortsov che avrà tra i vari compiti quello di mimare le azioni che Fedor dovrà riprodurre: nato il 6 maggio 1966, si è laureato come ingegnere pilota presso la Stavropol Air Force Pilot and Navigator School nel 1987 e, dieci anni dopo, alla Military Red Banner Air Defense Academy: attualmente sta studiando giurisprudenza presso la Russian Academy of Civil Service. Gli sono stati conferiti anche numerosi premi, come ad esempio l’Hero of the Russian Federation ed il Pilot-Cosmonaut of the Russian Federation.

Non è però la prima volta che un robot arriva sullo spazio: già nel 2011 infatti gli Stati Uniti e la Nasa avevano progettato ed inviato Robonaut-2 che era in grado di procedere all’esecuzione di alcuni test, come dimostrazione della possibilità di affiancamento all’equipaggio: rimase alla Stazione per ben 3 anni, ma fece ritorno nel nostro pianeta non appena iniziò a manifestare alcune difficoltà, soprattutto in seguito all’incorporamento degli arti inferiori al torso.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - La tecnologia ha solo iniziato a stupirci: chissà che sorprese ci riserverà il futuro. Credo che, se utilizzata per supportare e migliorare le prestazioni umane, sarà un ottimo frutto del progresso: l'importante è che non si sconfini mai oltre quel delicato e profondo confine dell'etica che ci separa, appunto, dall'essere delle mere macchine di latta.

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