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Dodicenni vittime dei propri telefoni: due tragedie, capitate in Cina e Russia

Nei giorni scorsi, due tragici eventi sono capitati in Cina e Russia, rispettivamente ad un ragazzo ed a una ragazza di dodici anni, rimasti vittime dei propri telefoni, probabilmente usati in modo imprudente o in condizioni di scarsa sicurezza.

Esteri
Pubblicato il 5 febbraio 2018, alle ore 13:31

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Dodicenni vittime dei propri telefoni: due tragedie, capitate in Cina e Russia

Quando si parla dell’usare i cellulari con prudenza, si tende sempre a pensare ai pericoli per la privacy, o a quelli per i propri dati finanziari. Talvolta, purtroppo, usando i moderni telefoni si può rischiare ben di più, come accaduto ad un ragazzino cinese, che per l’esplosione del suo telefono ha perso un dito e quasi del tutto la vista, mentre ad una sua coetanea russa è andata molto peggio, essendo morta in vasca da bagno folgorata dal proprio smartphone. 

Il primo episodio è accaduto ad Hechi, nel distretto del Guangxi, inserito nella provincia autonoma del Du’an Yao (Cina Meridionale). Qui, secondo il racconto del portale China News, poi rilanciato dal britannico Daily Mirror, un ragazzo di 12 anni, Meng Jisu, si era semplicemente limitato ad impugnare il proprio telefono, un Hua Tang VT-V59 (un feature phone simil Nokia, vecchio di 2 anni), mentre era ancora in carica. Il telefono, tutto d’un tratto, è esploso, tranciando l’indice del ragazzo, e spargendo ovunque, sul suo viso e sul suo braccio, schegge acuminate di materiale plastico.

La sorella, secondo il racconto fatto a Pear Video (lo YouTube cinese), ha avvertito lo scoppio e ha trovato il fratellino svenuto in una pozza di sangue: portato d’urgenza al locale ospedale del Popolo, è stato sottoposto ad un intervento di 5 ore, che ha permesso di rimuovere schegge dal viso, dal palmo della mano, di riattaccare i vasi capillari in alcune dita (pollice, anulare, e medio della mano destra), e di procedere ad un innesto cutaneo sull’avambraccio destro.

Secondo un primario dell’ospedale, Lan Tianbing, il 98% della mano destra di Meng recupererà la piena funzionalità: purtroppo, non è stato possibile riattaccare il dito mancante, non portato in ospedale al momento del ricovero, ed il danno oculare all’occhio destro appare irreversibile. Interpellato in merito all’accaduto, il produttore cinese dello smartphone, Hua Tang, con base a Pechino, non ha rilasciato alcuna dichiarazione, né fornito informazioni sull’accaduto. 

Ancor più tragico è quel che è accaduto a Ksenya, una studentessa 12enne di Bolshoe Gryzlovo, un villaggio alle porte di Mosca, nella parte occidentale della Russia. La ragazza, amante degli sport, aveva appena finito di giocare a basket a scuola e, tornata a casa, si era infilata in bagno per rinfrescarsi. Riempita la vasca, aveva iniziato ad ascoltare musica dal suo smartphone che, però, si era rapidamente scaricato, facendo sì che la ragazza lo collegasse all’alimentatore e lo impugnasse in mano.

Intenta a fare una telefonata, secondo le prime ricostruzioni, il telefono le è caduto in vasca folgorandola sul colpo: a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione della madre che, insospettita dall’inusuale silenzio della figlia, aveva abbandonato la cucina per verificare che tutto andasse bene (salvo poi trovarla con la testa sott’acqua, ed il telefono galleggiante). Anche i soccorsi, chiamati immediatamente sul posto, non hanno potuto far null’altro che accertare l’avvenuto decesso della dodicenne. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - L'evento accaduto alla ragazzina russa, purtroppo, è una fatalità come tante, causata dall'imprudenza che porta un po' tutti noi a non separarci mai dal nostro telefono, anche quando si va in bagno e si maneggia dell'acqua. È accaduto col telefono, ma sarebbe potuto accadere col phon: in bagno, non si scherza con l'elettricità, almeno è quel che insegnavano un tempo i genitori. Più inspiegabile è quanto accaduto al ragazzino cinese: benché la vicenda abbia ancora tratti oscuri, trovo davvero assurdo che un telefono in carica possa esplodere provocando danni simili.

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