A distanza di tempo dal rogo del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, che aveva coinvolto diversi giovani italiani, arriva un nuovo capitolo che sta alimentando discussioni e interrogativi: l’ospedale di Sion, nel Canton Vallese, ha inviato alle famiglie di alcuni ragazzi ricoverati una serie di fatture per le cure ricevute nelle ore e nei giorni successivi all’episodio.
Gli importi comunicati oscillano tra i 15.000 e i 60.000 franchi svizzeri, con punte che arrivano fino a circa 75.000 euro. Tra i casi citati figura quello di Manfredi Marcucci, 16 anni, ricoverato per circa 15 ore presso la struttura sanitaria svizzera dopo essere rimasto coinvolto nell’evento. Anche altre famiglie hanno ricevuto documenti simili, con costi che, secondo le comunicazioni, includono interventi d’urgenza, stabilizzazione clinica e assistenza specialistica prima del trasferimento in strutture italiane.
Le fatture, secondo quanto riferito, sono documenti amministrativi che non impongono necessariamente il pagamento immediato, ma hanno comunque generato forte preoccupazione tra i familiari. In diversi casi, i genitori hanno sottolineato come la situazione sia apparsa poco chiara, soprattutto alla luce delle indicazioni ricevute in precedenza dalle autorità. Sul tema è intervenuto anche l’avvocato Domenico Radice, che segue alcune delle famiglie coinvolte, definendo l’invio delle fatture “inopportuno” e sostenendo che le spese sanitarie dovrebbero essere coperte dalle autorità competenti, anche in considerazione delle circostanze ancora oggetto di approfondimento.
Una posizione che riflette il clima di incertezza che accompagna ancora oggi questa vicenda. Dal canto suo, l’ambasciata italiana a Berna ha avviato un’interlocuzione con le autorità svizzere per chiarire la situazione. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha ricordato come, secondo le comunicazioni precedenti, le spese sanitarie per i cittadini italiani coinvolti fossero state indicate come non a carico delle famiglie, annunciando un incontro istituzionale con il governo del Vallese per fare luce sulla questione.
Il tema dei costi sanitari ha riaperto un dibattito più ampio anche sul piano politico e amministrativo. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato che si tratta di atti contabili dovuti da parte delle strutture ospedaliere, necessari per la gestione interna dei bilanci, sottolineando però come non vi sia l’intenzione di lasciare le famiglie a sostenere tali oneri.
In parallelo, è in corso il lavoro di una fondazione incaricata di definire criteri e modalità di eventuali indennizzi, con incontri già programmati nei prossimi mesi tra Italia e Svizzera. La vicenda si inserisce in un contesto ancora delicato, segnato dal percorso di recupero dei giovani coinvolti e dalle conseguenze dell’episodio avvenuto nel locale di Crans-Montana. Oltre all’aspetto sanitario, restano aperti anche i capitoli giudiziari e assicurativi, mentre le famiglie chiedono chiarezza su ruoli, responsabilità e coperture economiche. Al centro della discussione rimane quindi non solo l’entità delle cifre richieste, ma anche la gestione complessiva di una situazione che, a distanza di tempo, continua a sollevare interrogativi tra Italia e Svizzera, con istituzioni impegnate a trovare una soluzione condivisa.