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Covid-19, il professore Kekulè al Corriere della Sera: "Troppa libertà ai vaccinati, occorre dirlo"

Va controcorrente il professore di virologia all’Università di Halle-Wittenberg, in Sassonia-Anhalt, Germania, che ha fatto il punto della situazione sui contagi da Covid nel suo Paese. "Convincere a vaccinarsi gruppi mirati di persone senza colpevolizzarli".

Esteri
Pubblicato il 9 novembre 2021, alle ore 18:10

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Covid-19, il professore Kekulè al Corriere della Sera: "Troppa libertà ai vaccinati, occorre dirlo"

Stanno scatenando un’ondata di polemiche, soprattutto in Germania, le dichiarazioni del professor Alexander Kekulè, medico e biochimico tedesco e virologo di fama presso l’Università di Halle-Wittenberg, in Sassonia-Anhalt. Secondo l’esperto la colpa dell’aumento dei contagi nel suo Paese, non è soltanto a causa dei non vaccinati, ma anche dei vaccinati. Kekulè ha sottolineato che anche chi è completamente immunizzato con il siero anti Covid può contrarre e diffondere l’infezione

“Ci sono molte cause dietro la quarta ondata in Germania. Ma a mio avviso quella più grave è che ci sia stata una sottovalutazione del ruolo dei vaccinati da parte della politica. Naturalmente la percentuale dei non vaccinati è ancora troppo alta e sappiamo che se questi si infettano diventano subito malati gravi. Ma il virus si sta diffondendo anche tra i vaccinati. Il vaccino ha efficacia su una percentuale di persone oscillante tra il 50% e il 70%, questo significa che su dieci vaccinati, da 3 a 5 potrebbero trasmettere il virus. E quando si consentono manifestazioni senza più misure di controllo, senza test e distanziamento, queste diventano focolai d’infezione” – così ha detto il professore parlando in una intervista al Corriere della Sera

Le cause del contagio

Kekulè ha detto che ci sono anche altre cause legate all’aumento dei contagi, una di queste è rappresentata dalle scuole. Queste ultime sono aperte ormai da tempo, per cui qui gli studenti spesso non sono vaccinati. Ne consegue che gli istituti scolastici diventano focolai di infezione, e gli studenti, esattamente come i vaccinati, mostrano comunque i sintomi della malattia. 

“Questa incidenza massiccia si trasmette poi sui non vaccinati, che purtroppo in Germania tra gli adulti sono circa 30 milioni, col risultato che i più anziani sono malati gravi e tornano ad affollare le terapie intensive, mettendo sotto stress il sistema sanitario” – così ha detto Kekulè, per il quale però il problema principale rimangono i vaccinati. 

“C’è troppa libertà per loro, occore dirlo” – così ha affermato Kekulè, spiazzando anche i cronisti del Corriere della Sera. Il professore pensa che adesso si dovrebbe vaccinare obbligatoriamente alcune categorie di persone senza però colpevolizzarli, come ad esempio il personale medico che lavora nella Rsa a contattato con i fragili, e bisognerebbe fare subito la terza dosegià a partire da 60 anni e non da 70. Altrimenti si rischia un “lockdown mascherato” – così termina la sua intervista al Corriere Kekulè.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Sono parole che stanno facendo e che faranno sicuramente discutere quelle del professore Kekulè, per il quale l'aumento dei contagi è dato proprio dalle persone vaccinate, nei confronti dei quali ci vorrebbero più controlli e non una libertà di assembramento. Ma sarà giusto il pensiero del professore? Chissà cosa ne pensano le autorità del nostro Paese.

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