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Covid-19: a Ginevra quasi duemila persone in fila tutti i giorni per un pacco di cibo

Migliaia di persone in fila già dalle prime luci dell'alba, per ritirare un pacco alimentare del valore di 20 euro. Succede tutti i giorni anche nella ricca e opulenta Svizzera per quasi 1.700 pasti che a volte non bastano.

Esteri
Pubblicato il 11 maggio 2020, alle ore 00:03

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Covid-19: a Ginevra quasi duemila persone in fila tutti i giorni per un pacco di cibo

Oltre un chilometro di fila, tutti i giorni da una settimana: mediamente duemila persone al giorno accorrono per ritirare il loro pacco da 20 franchi (poco meno di 20 euro). Pasta, riso e olio, qualche scatolame e dei prodotti freschi, generi di prima necessità: distribuiti dai primi giorni di Maggio, a Ginevra, per tutti coloro che, a causa del coronavirus, si trovano in gravi difficoltà economiche.

All’origine di tutto l’iniziativa partita da una piccola associazione, “Caravane de la solidarité”, che ha intercettato le esigenze di molte famiglie straniere, lavoratori non registrati che non accedono ai sussidi di disoccupazione, ma anche cittadini svizzeri, con contratti precari. Come ci racconta la testimonianza, raccolta dalla corrispondente della Radiotelevisione Svizzera, Lucia Mottini, di una signora impiegata ad ore in un hotel, che deve sopravvivere con 1.300 franchi al mese, sfamando tre figli. 

Persone che si stanno indebitando e rischiano di perdere tutto, anche la casa di cui non riescono a pagare l’affitto: così, tramite Facebook e il passaparola, alle prime luci dell’alba ci sono già centinaia di persone in coda, per 1.700 pasti che a volte, a fine giornata, non bastano per tutti. Ecco perché i responsabili delle associazioni di volontariato hanno chiesto al governo svizzero l’accesso agli ammortizzatori sociali anche per questi lavoratori. 

Solo due settimane fa, la gendarmeria aveva messo in stato di fermo una delle responsabili, per non aver chiesto i permessi, e per i rischi di assembramento, che destavano forte preoccupazione tra le autorità del Cantone di Ginevra. Ora, l’operazione di solidarietà è pienamente sostenuta dalla città.

Il sindaco Sandrine Salerno ha messo a disposizione la Patinoire de Vernets, il palazzetto del ghiaccio, dove si svolgono partite di hockey e gare di pattinaggio, in pieno centro. Inoltre i servizi sociali comunali hanno fornito supporto per la distribuzione, assicurando il rispetto delle normative sanitarie, a cui hanno partecipato anche volontari di Médecins sans frontière (MSF), per realizzare un sondaggio sullo stato di salute di queste persone. “Siamo abituati a lavorare in questo modo in scenari di guerra”, ha dichiarato ai microfoni della RSI Roberta Petrucci, coordinatrice medica, ma “…non avremmo mai immaginato di farlo proprio qui a Ginevra”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Folchini

Giuseppe Folchini - Quindi anche in Svizzera, ci sono i poveri. Il Covid-19 ci ha fatto vedere l'altra faccia delle marmotte che incartano il cioccolato, ma chi è senza lavoro ha sempre la stessa faccia: quella di chi ha contribuito alla ricchezza di un paese e per tutta riconoscenza viene lasciato da solo.

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