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Costa Rica, gatto arrestato per favoreggiamento: introduceva cellulari in carcere

Un piccolo gatto è stato catturato dalla polizia penitenziaria del carcere di "La Reforma" con addosso un piccolo borsello contenente dei telefoni cellulari, destinati ai carcerati del penitenziario, con lo scopo di metterli in contatto con l'esterno.

Esteri
Pubblicato il 26 agosto 2019, alle ore 00:45

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Costa Rica, gatto arrestato per favoreggiamento: introduceva cellulari in carcere

Dal Costa Rica giunge la curiosa notizia di un gatto, un semplice quanto innocuo animale domestico che, a quanto pare, è stato catturato ed arrestato. Il reato dell’animale succitato pare sia stato quello di favoreggiamento: nello specifico, il gatto è stato addestrato ed utilizzato appositamente per trasportare smartphone all’interno di un carcere in Costa Rica.

Il gatto in questione veniva munito di uno smartphone, e in seguito veniva intercettato dal carcerato interessato a ricevere il dispositivo, ai fini di metterlo in contatto con il mondo esterno. Con ogni probabilità, la motivazione – per la quale il carcerato in questione avesse esigenza di collegarsi con l’esterno del carcere – pare fosse quella di continuare le sue attività illegali, nonostante il suo periodo di regime detentivo.

Il piccolo animale domestico in realtà era già noto da tempo alle autorità, le quali si erano mosse alla ricerca dell’animale “collaboratore”: pare che il gatto sia stato colto in fragrante mentre trasportava sul dorso un piccolo marsupio, contenente al suo interno ben 2 smartphone con tanto di carica batterie e schedina telefonica. 

Il fatto è accaduto nella fattispecie nel penitenziario di “La Reforma“, a San Rafael de Alajuela, vicino alla capitale San Josè: in merito alla questione, ha risposto ad un’intervista locale il direttore della sicurezza carceraria del penitenziario di “La Reforma”, Pablo Bertozzi, che afferma: “È stato molto difficile per noi, perché era scivolato nelle fogne. Quindi ci è voluto molto tempo“.

L’operazione di recupero del gatto

Come riportato anche dal direttore della sicurezza, non è stato affatto semplice il recupero dell’animale, in quanto quest’ultimo è riuscito a scivolare, grazie alla sua agilità e piccola taglia, negli anfratti delle mura del carcere, e persino nelle intercapedini della struttura. Di fatto, l’operazione di recupero ha richiesto una tempistica di ben 5 ore da parte degli addetti alla sicurezza del penitenziario. 

Sempre più spesso si sentono queste notizie in Costa Rica, dove i carcerati riescono ad addestrare animali domestici, a prima vista innocui ed inoffensivi, al trasporto di materiale dentro e fuori le mura carcerarie. Solo nel 2015 un ulteriore episodio del genere si era consumato proprio tra le mura del medesimo carcere: in quell’occasione, pare che l’animale protagonista fosse un piccione viaggiatore, anch’esso intercettato dalla sicurezza, con indosso della droga legata alle zampe

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Cosa ne pensa l’autore
Carmine Solmonese

Carmine Solmonese - Come sempre, davanti a degli impedimenti, si cerca sempre di aguzzare l'ingegno più sopraffino per cercare di ottenere i propri obiettivi: è questa una tipica peculiarità umana, e di fatto è ciò che è accaduto al penitenziario del Costa Rica. Ovviamente, un plauso va agli addetti della sicurezza, capaci di intercettare l'animale in questione.

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