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Coronavirus: paziente cinese muore dopo esser stato dimesso dall’ospedale

L'uomo morto in Cina era stato ricoverato lo scorso 12 febbraio per coronavirus e, dopo 2 settimane, era stato dimesso a condizione che osservasse una quarantena di 14 giorni.

Esteri
Pubblicato il 6 marzo 2020, alle ore 16:29

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Coronavirus: paziente cinese muore dopo esser stato dimesso dall’ospedale

Nella città di Wuhan, capitale della provincia cinese di Hubei, un uomo di 36 anni è morto di insufficienza respiratoria a causa del coronavirus (Covid-19), cinque giorni dopo esser stato dimesso da uno degli ospedali da campo tempestivamente realizzati in seguito all’esplosione dell’epidemia che ha messo in ginocchio la terra del Dragone. Lo ha reso noto questa mattina il South China Morning Post, giornale di Hong Kong.

Il paziente, il cui nome è Li Liang, era stato ricoverato lo scorso 12 febbraio e dopo due settimane dimesso a condizione che restasse in quarantena per 14 giorni. Tuttavia, due giorni dopo il ritorno a casa, l’uomo avrebbe iniziato ad accusare nuovamente alcuni sintomi della malattia: lo stesso giorno si è spento in ospedale tra le braccia della moglie. Il certificato di morte rilasciato dalla commissione sanitaria di Wuhan attribuisce al Covid-19 la causa diretta del decesso.

The Paper, un giornale di Shanghai, ha reso noto che nella giornata di mercoledì l’Hospital Fangcang, una dei centri medici improvvisati di Wuhan, ha dichiarato lo stato di emergenza per aver dovuto ricoverare diversi pazienti in precedenza curati e dimessi con possibile ricaduta da coronavirus. Il personale medico ha dichiarato che dalla giornata di giovedì i pazienti verranno sottoposti ai test di follow-up prima delle dimissioni per accertarsi della guarigione completa.

In base ai dati forniti dalla Commissione Sanitaria Nazionale, in Cina le morti per coronavirus sono aumentate: 31 i decessi registrati nelle ultime 24 ore, facendo così salire a 3.012 il numero totale delle vittime. Tutti i decessi sono stati registrati nella provincia di Hubei, dei quali 23 a Wuhan, in quarantena ormai dal 23 gennaio. Sono stati inoltre confermati 139 nuovi contagi, 134 dei quali nello Hubei, portando a 80.409 il numero delle persone infette da coronavirus.

Allo stato attuale la priorità del governo cinese è quella di “proteggersi dall’importazione” di contagi da altri paesi, soprattutto dopo la crescente preoccupazione per le ricadute. I sintomi del nuovo coronavirus sono in molti casi simili a quelli di un raffreddore, ma possono essere accompagnati da febbre e affaticamento, tosse secca e dispnea (respiro corto).

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Al cinema abbiamo assistito a scene apocalittiche di virus letali, pandemie, scimmie infette o zombie terrificanti. Ma nessun film si è avvicinato a un virus così "perfetto" come il Covid-19, la cui differenza rispetto ai virus degli ultimi anni è il grado di contagio. Fatico a credere che la trasmissione del virus si abbia solo con le goccioline di saliva. Il numero delle persone infette nei più disparati angoli del mondo è troppo elevato e le misure di isolamento adottate non sta dando i risultati che ci si aspettava. Mi chiedo se non sia il caso di valutare anche altre ipotesi.

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