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Coronavirus, le prime riaperture in Europa dopo il lockdown

Nei paesi meno colpiti dall'epidemia iniziano a ripartire varie attività, in alcune nazioni addirittura le scuole e i ristoranti. Vediamo nel dettaglio quali sono queste misure.

Esteri
Pubblicato il 13 aprile 2020, alle ore 18:31

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Coronavirus, le prime riaperture in Europa dopo il lockdown

Sempre più paesi nel mondo puntano alla fase 2, ovvero a una graduale ripartenza delle attività produttive. Nonostante l’Oms avvisi di non allentare le misure, per evitare una seconda ondata di maggiore intensità, la crisi economica sembra far paura almeno quanto la crisi sanitaria. Vari paesi in Europa stanno fissando le prime date per la ripresa e iniziano ad allentare i divieti.

La prima nazione in cui inizia la ripartenza è la Repubblica Ceca, infatti già da giovedì scorso le persone hanno ripreso a fare attività fisica all’aperto senza mascherina, a nuotare e a fare acquisti anche in bicicletta. Nei prossimi giorni anche altri negozi riapriranno e gli atleti potranno tornare ad allenarsi allo stadio Juliska di Praga.

Le restrizioni imposte dal 12 marzo e gli sforzi fatti dalla popolazione per rispettare tali divieti hanno dato i loro frutti, infatti i contagi sono calati, pur essendo stati in totale abbastanza bassi (5.991).

L’Austria prevede di riaprire a scaglioni, fin da dopo Pasqua, con piccoli negozi come i ferramenta, e dal primo maggio dovrebbero ripartire le attività commerciali più grandi e i parrucchieri.

Tempi più lunghi per bar e ristoranti, ripresa prevista per metà maggio, mentre tutti gli eventi pubblici, come i concerti, sono sospesi almeno fino a luglio. A fine mese il governo deciderà se estendere la chiusura delle scuole.

Tuttavia si mantiene alta la cautela, con mascherine obbligatorie nei supermercati e sui mezzi pubblici. La scorsa settimana è stato somministrato il test a 1.500 persone a Vienna, ed è stato evidenziato che meno dell’1% della popolazione al di fuori delle strutture sanitarie risulta positivo.

In controtendenza Danimarca e Norvegia: infatti si prevede la riapertura delle scuole e degli asili dopo le feste di Pasqua, se i contagi restano stabili. Tuttavia, rimangono chiusi i confini e la maggioranza dei dipendenti continuerà lo smart working.

In Danimarca è prevista, dopo le scuole, la riapertura di parrucchieri e ristoranti, mentre altre attività, come chiese e biblioteche, rimarranno chiuse almeno fino al 10 maggio. Eventi pubblici vietati fino ad agosto, divieto di assembramenti e di ritrovi almeno fino a maggio.

“Sarà come camminare su una corda, se stiamo fermi possiamo cadere, ma anche se avanziamo troppo in fretta. Quindi dobbiamo fare un cauto passo alla volta.”, ha affermato la premier danese Mette Frederiksen.

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Cosa ne pensa l’autore
Raffaele Fiorenzano

Raffaele Fiorenzano - È giusto iniziare a pensare a come riaprire le attività, soprattutto in paesi che sono stati meno colpiti, tuttavia non bisogna abbassare la guardia per evitare una seconda ondata devastante, come avvisa l'Oms. Penso che la riapertura delle scuole in Norvegia e Danimarca sia leggermente prematura, e spero che vengano prese tutte le precauzioni necessarie.

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