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Coronavirus, Bolsonaro in cura con antibiotici a causa di un’infezione

Il Presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro ha reso noto di essere sotto antibiotici per un'infezione, dopo l'isolamento a causa del Coronavirus: ecco nel dettaglio la notizia.

Esteri
Pubblicato il 31 luglio 2020, alle ore 10:41

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Coronavirus, Bolsonaro in cura con antibiotici a causa di un’infezione

A lanciare la notizia ci ha pensato Sky News: il presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro sta affrontando una cura a base di antibiotici dopo che gli è stata diagnosticata un’infezione ai polmoni. Ricordiamo che Bolsonaro è stato costretto ad un isolamento per un periodo di tre settimane dopo aver contratto il Coronavirus.

Il presidente racconta di essersi sentito debole e, per questo motivo, ha pensato di sottoporsi ad alcuni esami clinici per accertare le sue condizioni di salute. Così ha eseguito esami del sangue e quant’altro potesse rendere un chiaro quadro clinico e, vista la degenza a causa del Coronavirus, capire cosa potesse provocare quella sensazione di spossatezza.

Bolsonaro, così, durante una trasmissione in diretta ha raccontato questa sua disavventura, riuscendo anche a scherzarci sopra. Infatti il leader brasiliano ha reso noto di avere “muffa” nei polmoni proprio per essere rimasto “20 giorni al chiuso“. Se da una parte il suo popolo si è tranquillizzato per i toni scherzosi che fanno supporre che il peggio sia passato, dall’altro Bolsonaro spegne gli entusiasmi rivelando di dover assumere antibiotici per un’infezione polmonare.

Ho appena fatto un esame del sangue. Ieri mi sentivo un po ‘debole. Hanno anche trovato un po’ di infezione. Ora sto assumendo antibiotici“, ha dichiarato semplicemente, senza però approfondire la questione e rimanendo sul vago. C’è da dire comunque che il presidente ha effettuato un altro test per capire se ancora il suo corpo ospitasse il Covid-19.

Il test è risultato negativo, come dicevamo, dopo tre settimane di Coronavirus: positiva, invece, ora è risultata la moglie. Nonostante il contagio, il leader ha continuato a sostenere che questo virus non ha tutta la gravità che vogliono far credere, ribadendo ancora una volta che un altro lockdown sarebbe deleterio per l’economia e creerebbe più danno che il virus in sé. Nel suo paese comunque l’epidemia non si ferma raggiungendo cifre da capogiro, le più alte nel mondo, seconde solo agli Stati Uniti: 91.000 morti e 2.610.000 contagi.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Teorie differenti e differenti punti di vista rispetto a questo virus che divide il mondo. C'è chi pensa che sia stato tutta una esagerazione e chi teme invece che, proprio a causa di questo pensiero, sia probabile una ricaduta e un ulteriore stato di lockdown. Spero davvero che questo incubo sia terminato.

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