Corea del Nord: una nomina alla sorella di Kim Jong-un, ora nel Politburo

Al fianco del dittatore nordcoreano, nel potente ente decisionale del Paese - il Politburo - anche la sorella Kim Yo-jong. Kim Jong-un è convinto di essere il più forte: "Nostre armi nucleari potente deterrente".

Corea del Nord: una nomina alla sorella di Kim Jong-un, ora nel Politburo

Kim Jong-un, il dittatore nordcoreano, ha voluto promuovere la sorella Kim Yo-jong e l’ha nominata membro supplente del Politburo, il potente ente decisionale del Paese nordcoreano. A riferirlo sono stati i media statali della Corea del Nord, la notizia è poi rimbalzata in tutto il mondo attraverso i media internazionali. Fox News Channel, un canale televisivo internazionale con sede negli Usa, ha commentato la nomina della sorella del leader come una manovra adottata da Kim Jong-un per consolidare ancor di più il suo potere.

Kim Yo-jong, 28 anni, va a sostituire sua zia – Kim Kyong Hee – che, nei tempi del governo di Kim Jong II, il padre di Kim Jong-un scomparso nel 2011, era un personaggio chiave all’interno del governo. La promozione a scopo strategico é stata annunciata sabato scorso durante una seduta del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori.
Il dittatore nordcoreano, durante l’incontro con i membri del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, ha affermato – come riportano i media internazionali – che l’arsenale nucleare in possesso alla Corea del Nord è un “potente deterrente” che dà garanzia di sovranità del Paese di fronte alle “protratte minacce nucleari degli imperialisti statunitensi”.

Kim-Jong-un-e-sorella-Kim-Yo-jong

Qualche ora prima, con un tweet, il presidente USA Donald Trump aveva affermato che con Pyonyang “funzionerà soltanto una cosa“, ma non ha spiegato cosa, lasciandola all’immaginazione di tutti.

Di certo, per il momento, si sa che il Presidente statunitense sta cercando di boicottare le entrate di denaro verso il regime di Kim Jong-un. Sono migliaia i lavoratori nordcoreani sparsi in tutto il mondo, il loro stipendio è diviso in due parti non eque, la maggiore va al dittatore per sostenere i costi degli armamenti.

I prodotti lavorati dai nordcoreani finiscono nei supermercati contrari a Pyongyang. In questo modo tutto il mondo (o quasi) finanzia le imprese del dittatore nordcoreano. Bloccare le importazioni dalle aziende in cui lavora personale nordcoreano significa interrompere il ciclo.

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