Iscriviti

Cina : una "grande muraglia blu" per fermare il coronavirus

Da oltre 40 giorni la Cina è assediata dal coronavirus, la nuova polmonite di origine ignota: ecco le misure draconiane adottate dai suoi governanti nel tentativo di impedire che il Covid-19 continui a diffondersi.

Esteri
Pubblicato il 7 marzo 2020, alle ore 13:33

Mi piace
5
0
Cina : una "grande muraglia blu" per fermare il coronavirus

Con il nome che ricorda un’altra era, a Tianjin, una città portuale di oltre 15 milioni di persone nella Cina nord-orientale, è stato eretto un muro di cinta con lamiere di metallo color cobalto: è stato battezzato la “Grande muraglia blu” al tempo del coronavirus.

L’unica via di accesso alla città è sorvegliata 24 ore su 24 da operatori che indossano un braccialetto rosso con i simboli del Partito Comunista. Il loro compito è assicurarsi che i residenti che devono osservare il protocollo dei 14 giorni di quarantena non escano dalle loro case neppure per una boccata d’aria.

È un ulteriore misura adottata dal governo cinese per arginare il diffondersi del Covid-19. Da qualche mese nella terra del Dragone è stata eretta ogni tipo di barriera per fermare l’epidemia: nella provincia Hubei, 56 milioni di persone sono state isolate; a Wuhan le porte di alcune case sono state sigillate con nastri e persino con mattoni perché abitate da persone infette.

A Tianjin vivono 13 milioni di persone. Una grande metropoli che, come il resto delle città della Cina, è completamente isolata da oltre un mese a causa del coronavirus. A Pecchino, invecenon sono stati eretti muri, ma in i controlli sono attivi in ogni compound, piccole città dentro la città: a ogni abitante è stato consegnato un cartellino con l’indicazione del compound di appartenenza, in modo che nessuno a parte loro possa entrare nelle proprie abitazioni.

Senza questo cartellino nessuno può muoversi liberamente per la città, e comunque sempre con la mascherina sul viso. Nei supermercati e nelle banche si può entrare pochi alla volta e, ovviamente, non prima di aver misurato la temperatura. Nei pochi ristoranti che hanno deciso di aprire non ci possono essere più di tre persone sedute allo stesso tavolo e comunque a distanza di più di un metro gli uni dagli altri.

Anche a Shangai non ci sono muri blu, ma ogni cittadino deve essere dotato dell’applicazione Alipay Health Code, un software gestito dal governo cinese, che classifica le persone in tre colori: rosso, giallo e verde. Chi ha ottenuto il colore rosso o giallo è considerata “persona a rischio”, ovvero che ha manifestato alcuni dei sintomi del Covid-19 o che negli ultimi 14 giorni si è recata in una delle zone ad alto rischio di contagio.

Un aggiornamento delle ultime ore rende noto che nella repubblica cinese il numero delle persone contagiate dal coronavirus è salito a 80.651, con 3.070 decessi di cui 28 nelle ultime 24 ore. Sono 55.404 invece i pazienti guariti

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Sono trascorsi più di 40 giorni dall'inizio di quello che è stato definito il più grande isolamento sanitario della storia e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella persona del dottor Bruce Aylward, ha elogiato le misure draconiane adottate dal gigante asiatico per contenere il virus. Esagerate o forse necessarie? Ai posteri l'ardua sentenza...

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!