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Cina: create "gemelle con Dna modificato"

L'Associated Press raccoglie la testimonianza di uno dei ricercatori che rivela la nascita, in ottobre, di due gemelle con Dna modificato. Scienza e etica a confronto.

Esteri
Pubblicato il 26 novembre 2018, alle ore 17:35

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Cina: create "gemelle con Dna modificato"

Nel mese di ottobre 2018 sono nate, in Cina, due gemelle con il Dna modificato per renderlo resistente al virus HIV. Il primo annuncio è stato dato all’Associated Press da Jankui He, un ricercatore cinese che ha partecipato attivamente al processo di laboratorio.

Anche uno scienziato statunitense avrebbe dichiarato di aver preso parte al laboratorio cinese, interessato alla tecnica di genoma-editing che, negli Stati Uniti, è vietata.

La fiducia dei ricercatori

Alla notizia delle due gemelline con il Dna modificato, il mondo scientifico ha reagito manifestando il timore che altri geni possano essere stati danneggiati. Alcuni scienziati hanno puntato il dito sull’esperimento in sé, perché va a toccare la sperimentazione umana. 

Jankui He ha dichiarato che gli embrioni alterati riguardavano sette coppie nel tempo dei trattamenti di fertilità, quando la gravidanza era giunta a termine. L’équipe aveva come obiettivo principale conferire resistenza alle eventuali infezioni da HIV. Su quanto in questo senso la ricerca abbia raggiunto, non sono ancora arrivate conferme.

Un documento della Southern University of Science and Technology di Shenzhen, cittadina cinese, descrive l’esperimento ripetendo quanto Jankui He ha dichiarato all’Associated Press. Il documento è stato pubblicato nella “rivista del Massachusetts Institute of Tecnology (Mit), Technology Review” , scrive il sito dell’Ansa. Nel testo è messo in luce anche “che l’esperimento è stato condotto con il consenso del comitato etico“.

I ricercatori avrebbero affermato che la modifica del Dna vorrebbe “silenziare il recettore cellulare CCR5″, non solo per silenziare il virus HIV, ma anche per combattere il vaiolo e il colera. I ricercatori ne parlano con entusiasmo e sono convinti che questo studio potrà avere ricadute enormi in particolare per curare le malattie ereditarie. Sono persuasi inoltre che il risultato ottenuto “andrà oltre rispetto a quello che, nel 2010 ,ha portato al Nobel la tecnica della fecondazione in vitro“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sto dalla parte dei perplessi, di coloro che credono che la "vita", la vita umana in modo del tutto particolare, non vada toccata. I benefici intravvisti possono far nascere il desiderio di andare avanti, di proseguire nella ricerca, ma penso che la ricerca debba prima di tutto rispettare la vita...così com'è, anche "finita".

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