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Cina. Bimbo di 5 anni scivola nello stagno. Per 110 minuti il cuore si ferma, poi riparte

La storia incredibile del bimbo che per quasi due ore non dà alcun segnale di vita, e che poi finalmente riprende conoscenza, è accaduta nella città di Zongchang, in Cina.

Esteri
Pubblicato il 15 marzo 2019, alle ore 07:38

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Cina. Bimbo di 5 anni scivola nello stagno. Per 110 minuti il cuore si ferma, poi riparte

Ha 5 anni il bambino che mentre giocava da solo nei pressi di uno stagno è scivolato dentro. L’incidente del piccolo ha dell’incredibile: il suo cuore ha smesso di battere e dopo 110 minuti, durante i quali non aveva dato alcun segno di ripresa, il piccolo ha ripreso conoscenza. Il fatto è successo a sud-ovest della Cina, nella città di Zongchang. 

Ad intuire che il bambino si trovava in pericolo è stato, Yang Yu, un 53enne che si trovava nello stesso luogo, in vacanza con i suoi genitori. Mentre passeggiava nei pressi dell’acquitrino si è accorto dei pantaloncini del ragazzino che galleggiavano in superficie e ha prontamente chiamato aiuto.

Il fatto

Yang Yu, dopo aver chiamato i soccorsi non ha esitato un istante e, si è gettato nello stagno, cercando di portare sulla terra ferma il corpo del bambino che in quel momento galleggiava a testa in giù. Grazie alla sua prontezza, il bambino è stato recuperato dall’acqua.

Giunti gli operatori sanitari, la sua condizione era molto critica così hanno deciso di portarlo immediatamente al pronto soccorso dell’Ospedale cinese di Yibin. Qui il dottore Wan Bo ha constatato che il cuore del bambino non batteva più. Senza perdersi d’animo, insieme alle infermiere, ha provato per ben 40 minuti a rianimarlo, ma per il piccolo sembrava non ci fosse proprio più nulla da fare. Il medico era ormai deciso a dichiararne la morte.

La mamma del piccolo e il nonno, disperati, hanno implorato e insistito affinché non smettessero di cercare di rianimarlo. Il dottor Wan Bo, al momento di compilare il registro non ha avuto il coraggio di dichiararne il decesso: “Non avevo il coraggio di scrivere l’ora della morte” così, insieme alle colleghe, ha ripreso le manovre. 110 minuti misti di angoscia e speranza hanno riportato in vita il bambino, nel rapporto del medico dell’ospedale si legge: “ha ricominciato a respirare da solo“.  

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ecco una notizia che si legge volentieri e dà gioia. Non avevo mai sentito dire che il cuore possa smettere di battere per così tanto tempo! Penso che sia facile lasciarsi andare sollecitati da chi, in quanto ha esperienza e in campo di medicina ne sa più di noi. Qui la tenacia dell'amore, la speranza che va oltre l'evidente sconfitta, insieme all'attenzione dei medici e degli infermieri a rispettare una madre disperata, hanno ridato vita ad un bimbo ormai perduto. Complimenti!

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