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Chef italiano muore a New York per overdose: arrestata una prostituta

Andrea Zamperoni è stato ritrovato privo di vita in un motel del Queens. Angelina Barini, prostitutta quarantunenne, e il suo protettore, sono stati accusati di avergli fornito un cocktail fatale, come già fatto con altri clienti.

Esteri
Pubblicato il 27 agosto 2019, alle ore 10:53

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Chef italiano muore a New York per overdose: arrestata una prostituta

Ci sono drammatiche e tristi rivelazioni nel caso di Andrea Zamperoni, chef italiano originario di Casalpusterlengo in provincia di Lodi, attualmente dipendente di Cipriani Dolci a New York, che è stato ritrovato morto nella serata di mercoledì 21 Agosto, dopo quattro giorni in cui si erano perse totalmente le sue tracce.

La sua morte è stata associata all’arresto nella Grande Mela della prostituta Angelina Barini, prostituta 41 anni, indagata per aver fornito cocktail di stupefacenti a tre uomini, presumibilmente clienti, uccidendoli e derubandoli: si pensa che chef Andrea fosse uno di questi tre.

L’uomo è stato ritrovato ormai senza vita al Kamway Lodge di Elmhurst, nel Queens, neanche troppo lontano dalla sua abitazione, che condivideva con un coinquilino: il motel del ritrovo era ben noto alle autorità, per i suoi traffici illeciti di prostituzione e droga.

Angela Barini è accusata di aver avuto rapporti con tre uomini e di avergli somministrato potenti narcotici e oppioidi, come il fentanyl, in diversi motel della zona. La prima delle morti sembra risalire al 4 Luglio, al Airway Inn, nei pressi dell’aeroporto dove è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza intenta a lasciare la stanza dove poi hanno ritrovato il corpo esanime. Il secondo omicidio è dell’11 di Luglio al Crown Motor Inn di Woodside, e anche in questo episodio, non lontano dal posto dove è stato trovato Zamperoni, è stata filmata dalle camere di sicurezza intenta a lasciare la stanza: la cosa che accomuna tutte e tre le morti è il cocktail – risultato nelle analisi dei corpi – di cocaina, metanfetamine, fentanyl e alcolici.

L’accusa per la donna e il suo protettore è quella di aver continuato con il loro modus operandi anche dopo i primi due decessi, fornendo delle vere bombe stordenti di medicinali e droghe ai loro clienti, così da poterli derubare di tutto quello che avevano nel momento in cui erano inermi, sino a quando a finire sotto le loro mani è stato anche il connazionale Andrea Zamperoni.

Nell’arresto di ieri, Angelina Barini è stata colta sul fatto in una camera di un motel con il cadavere del suo ultimo cliente avvolto in una coperta e riposto nel bidone della spazzatura, da cui fuoriusciva per un piede. Gli agenti arrivati sul posto a seguito di una telefonata anonima si sono trovati davanti a questa scena raccapricciante: la donna si è giustificata con i poliziotti dicendo che è stata costretta dal suo protettore a non chiamare la polizia e a nascondere il cadavere e, negli interrogatori, ha fatto anche il nome di Andrea Zamperoni come suo cliente, ed è li che è scattato il collegamento che ha permesso di identificare quella vittima che, sino a ieri sera, era ancora qualificata come sconosciuta. 

A seguito della documentazione legale che indica il decesso il 18 di Agosto e che ha portato a prelevare campioni per ulteriori indagini, si presume che il rimpatrio della salma debba avvenire in breve tempo e, da fonti vicine alla vicenda, si indica che Stefano Zamperoni, fratello della vittima che era giunto ad inizio settimana per aiutare nelle ricerche, rientri in patria proprio in data odierna.

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Cosa ne pensa l’autore
Alessio Attardi

Alessio Attardi - Che dire, fa male vedere che un connazionale che ha provato a vivere il famoso sogno americano ora sia morto e con una fine altrettanto brutta: questo ti fa riflettere che li fuori l'attenzione non è mai abbastanza e non perché si trovasse in America. Questo va applicato ovunque ci si trovi e con chiunque ci si accompagni. Speriamo che il corpo possa tornare presto in Italia, in modo che la famiglia e gli amici possano salutarlo come si deve.

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