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Brasile: neonato prematuro dichiarato morto dai medici, il becchino scopre che è ancora vivo

Una 18enne ha partorito da sola al settimo mese dopo essere stata mandata via dall'ospedale. I medici hanno dichiarato il neonato morto, ma alle pompe funebri mentre si preparava la sepoltura è risultato avere ancora un battito. Aperta una inchiesta.

Esteri
Pubblicato il 5 gennaio 2022, alle ore 10:27

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Brasile: neonato prematuro dichiarato morto dai medici, il becchino scopre che è ancora vivo

Era stato dichiarato dai dottori come morto alla nascita, ma mentre veniva preparato alla sepoltura è risultato essere ancora in vita. L’incredibile storia di questo neonato, venuto al mondo prematuramente al settimo mese di gravidanza e salvato alle pompe funebri, arriva dallo stato di Rondônia in Brasile.

Il piccolo, il cui nome è Augustus, è nato la scorsa settimana da una madre 18enne nella città di Ariquemes. La giovane, che non sapeva di essere incinta, si era recata dal dottore perché provava fortissimi dolori e sanguinava. I medici non si sono accorti che la 18enne era in stato interessante, e l’hanno dimessa.

La 18enne ha conseguentemente partorito da sola senza aiuto medico il bambino, che alla nascita pesava appena 1,04 kg. Una volta arrivata in ospedale, i dottori hanno dichiarato però che il piccolo era nato già deceduto alla nascita, hanno compilato il suo certificato di morte ed hanno chiamato il becchino per portarlo alle pompe funebri e predisporne il funerale.

È durante le preparazioni per la sepoltura che il becchino, che aveva preso il corpo del bambino alle 3 di notte di martedì, si è reso conto che il neonato aveva ancora battito. Immediato il ricovero in ospedale per Augustus, che si trova adesso presso l’unità di Terapia Intensiva Neonatale del nosocomio in condizioni stabili. Secondo quanto riportato dai media locali, il bambino sta rispondendo positivamente alle cure, mentre la madre è stata dimessa.

Muoveva tanto le braccia e le gambe, e il suo battito è ottimo“, ha detto la nonna di Augustus ai media, aggiungendo di essere “oltraggiata“, in quanto nei dottori non ha visto alcun impegno nel cercare di salvare la vita del suo nipotino. Il Pubblico Ministero di Rondônia e la Polizia Civile hanno annunciato di avere aperto una indagine su quanto accaduto.

Il dipartimento sanitario insiste che il bambino era morto quando è arrivato in ospedale, difendendosi dalle accuse di negligenza e gridando al miracolo. Un portavoce ha dichiarato: “Per me è stato un miracolo. Ho visto i dottori parlare e mi hanno detto chiaramente che questo bambino era morto. Il becchino è venuto a prenderlo ed era morto. In qualche modo, il suo battito è poi ritornato“.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Mi piace che l'ospedale, invece che ammettere le proprie colpe per non essersi resi conto che la 18enne era incinta e che il bambino era ancora vivo, si vuole lavare le mani dalla vicenda dicendo che è stato un miracolo. Facile spiegare così la negligenza professionale, "Non è vero che non era morto, è resuscitato".

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