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Brasile: 11enne incinta dopo uno stupro, giudice le nega l’aborto

Una giudice in Brasile ha impedito ad una 11enne incinta dopo uno stupro il diritto di abortire. Nel Paese l'aborto è illegale tranne in caso di stupro o di gravi rischi per la salute. La giudice Joana Ribeiro Zimmer è ora sotto indagine.

Esteri
Pubblicato il 22 giugno 2022, alle ore 05:51

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Brasile: 11enne incinta dopo uno stupro, giudice le nega l’aborto

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È polemica in Brasile, dopo che una giudice ha impedito ad una bambina di 11 anni il diritto di abortire, dopo che la giovanissima era rimasta incinta in seguito ad uno stupro. La giudice Joana Ribeiro Zimmer è ora sotto indagine, dopo che si è diffusa nella giornata di ieri la notizia che si è rifiutata di aiutare la piccola vittima.

La bambina è stata violentata presso la sua casa nello stato di Santa Caterina, nel sud del paese. Lo stupro è avvenuto ad inizio anno, e la gravidanza della 11enne è stata confermata quando la madre l’ha accompagnata da un medico a Florianopolis quando si trovava già alla 22esima settimana di gestazione.

I dottori in ospedale hanno rifiutato di aiutare la bambina ad abortire, dicendo che secondo le regole interne della struttura potevano svolgere la procedura solo fino alla 20esima settimana e che serviva un ordine dal tribunale per poter procedere. Hanno poi sequestrato la minorenne in una struttura per evitare che potesse cercare di abortire altrove, ed hanno portato il caso davanti alla giudice Zimmer, che in tribunale avrebbe commentato che se la madre volesse proteggere la figlia non la “costringerebbe ad un omicidio“. In seguito avrebbe suggerito alla bambina di mettere in adozione in bambino, chiedendole se lo stupratore sarebbe d’accordo nella scelta di farlo adottare.

La bambina si trova ora alla sua 29esima settimana di gravidanza, e per proteggerla non sono state rese note le sue generalità, i dettagli della violenza e il nome dello stupratore. La sua gestazione è ad alto rischio, perché come spiegato anche dal pubblico ministero nelle carte del processo, “una bambina così giovane non ha la struttura biologica ad uno stadio formativo adatto per una gravidanza“. La scorsa settimana è morto il neonato prematuro di una 12enne boliviana, dopo che il nonno l’aveva violentata e le era stato negata la possibilità di abortire.

In Brasile l’aborto è illegale e può portare in carcere, ad esclusione dei casi in cui la vittima sia stata violentata o che la vita della madre sia a rischio. La Corte di Giustizia di Santa Caterina ha annunciato che l’ufficio degli affari interni sta vagliando la sentenza della Giudice Zimmer, mentre nel paese il caso ha attratto forti critiche, con esperti del settore che hanno spiegato ai media che sia le posizioni dell’ospedale che della giudice non hanno alcuna base legale.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Il diritto all'aborto legale ed in sicurezza è stata una delle più grandi conquiste del 20esimo secolo, ed in tantissimi stati adesso stanno cercando di portare via questo diritto, portando a casi limite come questo. L'aborto è un diritto umano fondamentale che deve essere garantito come opzione per le donne.

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