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Birmania: la leader Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi condannata a 4 anni di carcere

L'ex leader birmana Aung San Suu Kyi è stata condannata a 4 anni di carcere dalla giunta militare, è stata accusata di aver aizzato il popolo contro i militari e di aver violato le regole anti Covid.

Esteri
Pubblicato il 6 dicembre 2021, alle ore 21:31

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Birmania: la leader Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi condannata a 4 anni di carcere

Aung San Suu Kyi il premio Nobel per la pace nel 1991 è stata di nuovo accusata, come già avvenuto in passato, per aver incitato il popolo contro i militari e di aver violato le regole anti covid. La 76enne ha studiato ad Oxford dove ha conseguito la laurea e poi si è trasferita a New York dove ha lavorato per le Nazioni Unite.

Nel febbraio 2021 condannata al carcere, durante il colpo di Stato in Myanmar, perchè la sua politica è stata aspramente contestata, per via del fatto che non ha fermato i militari contro il genocidio delle minoranze, ora rischia anni di carcere, è stata accusata di violazione della legge sui segreti ufficiali, di importazione illegale di walkie talkie e di frode elettorale.

Per ora anche l’ex presidente accusato, non verranno entrambi portati in carcere ma dovranno affrontare il processo, altri esponenti del partito dell’ex leader sono stati condannati: un ex ministro a 75 anni di prigione, e uno stretto collaboratore di Suu Kyi a 20 anni. Si sono espressi subito i media in merito, Amnesty International afferma che l’intento dei militari è quello di soffocare ogni repressione, per questo l’hanno accusata.

Secondo la commissaria Onu per i diritti umani Michelle Bachelet, il processo non ha alcun valenza tanto più che è stato secretato dai militari, è a porte chiuse e nessuno può accedervi nemmeno i media. Il Regno Unito richiede il rilascio immediato, dei ingiustamente accusati e di aprire un dialogo.

L’ex presidente della Camera, Laura Boldrini ha affermato che l’intento dei militari è di far morire in carcere i dissidenti politici, e bisogna fare di tutto per sostenere il popolo birmano. Nonostante la democrazia non sia stata ripristinata molte persone hanno perso la vita in questi anni e i militari continuano a reprimere qualsiasi forma di golpe e a fermare le Ong.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sicuramente una accusa ingiusta per una ex leader che ha fatto di tutto per il suo Paese, e dopo quello che ha passato ancora una volta dovrà affrontare un ingiusto processo, speriamo che gli organismi internazionali facciano qualcosa per fermare tutto questo e ripristinare la democrazia in Birmania, dove già c'è una sanguinosa battaglia.

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