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Bimba di 9 anni va in ospedale con la tachicardia. Per i medici è ansia ma muore di infarto

Una piccola di 9 anni si sveglia con bruciore al petto e tachicardia, la mamma chiama l'ambulanza anche se i medici le dicevano sempre che era solo ansuia. Non era ansia, muore d'infarto. In un anno i medici non hanno capito che il suo cuore era malato.

Esteri
Pubblicato il 24 febbraio 2019, alle ore 18:30

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Bimba di 9 anni va in ospedale con la tachicardia. Per i medici è ansia ma muore di infarto

Taya Kauri, una bambina di 9 anni, da circa un anno lamentava dei problemi di salute, i medici avevano sempre diagnosticato uno stato d’ansia.

La piccola raccontava di avere sempre una sensazione di fiato corto, di sentirsi spesso stanca e di avere poco appetito; tutti questi sintomi, però, vista la sua giovanissima età, erano stati sottovalutati dai medici che l’avevano visitata.

Il malore

La mattina del 19 febbraio la piccola Taya Kauri si sveglia con una sensazione di bruciore al petto e con la sensazione che il cuore le battesse molto forte. Inizialmente la mamma, visti i precedenti interventi medici, ipotizza che si trattasse di uno stato d’ansia dovuto al fatto che doveva andare a scuola; poco dopo, però, si accorge che qualcosa non andava e decide di chiamare un’ambulanza.

Giunti i soccorsi, la piccola è stata caricata in ambulanza e trasportata al Middlemore Hospital, South Auckland, in Australia. Il battito cardiaco della piccola era il doppio del normale; durante il viaggio in ambulanza le condizioni di Taya si aggravano giungendo ad essere disperate. Giunta in ospedale, la piccola viene immediatamente visitata e i medici cercano di regolarizzare il battito cardiaco e di rallentarlo anche con l’utilizzo del defibrillatore. Nonostante i tentativi dei medici, però, la piccola muore d’infarto poco dopo.

Taya con le sue quattro sorelline viveva con il papà e la mamma. Dopo la disgrazia è partita una raccolta fondi per poter aiutare la famiglia che non si dà pace per non aver capito la gravità della condizione di salute della bambina. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile nella famiglia che ha dichiarato “non potremmo mai dimenticare i suoi occhi scintillanti e la sua piccola risata sfacciata, ha lasciato un vuoto incolmabile“.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Come è possibile!!! Se una bambina lamenta continuamente dei malesseri non è possibile che se li inventi, dovevano approfondire con dei semplii esami di routine. Solo dopo aver fatto accertamenti potevano passare alla diagnosi di "ansia" ormai è una moda non approfondire e dire che ci si trova davanti ad ansia o depressione. Spero che quei medici paghino le loro colpe, e che il peso delle loro scelte rimanga ben impresso nelle loro menti affinchè non ripetano più tali errori.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

24 febbraio 2019 - 19:17:32

Oh, fidati che spesso certi sintomi li scambiano per problemi psicologici: e poi sono cavoli amari. Vergognoso!

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