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Bambini di colore isolati in un banco in un angolo: scuola sudafricana scatena l’indignazione collettiva

Un passo indietro nella lotta alla discriminazione razziale? Secondo un insegnante sudafricano no. Si sono riaccese le polemiche sulle disparità tra minoranze etniche all'interno del sistema scolastico.

Esteri
Pubblicato il 14 gennaio 2019, alle ore 09:11

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Bambini di colore isolati in un banco in un angolo: scuola sudafricana scatena l’indignazione collettiva

Si infiamma ancora una volta il dibattito sulle discriminazioni razziali tra i banchi di scuola. La scelta di separare gli studenti in base all’etnia e al colore della pelle può portare dei benefici sul piano intellettivo e dell’apprendimento? Deve esser stato questo l’interrogativo che ha attanagliato un docente sudafricano, inducendolo a dividere i propri alunni in base al colore epidermico.

Dall’istituto Learkool Schweizer-Reneke, situato nella provincia nord-occidentale del Sudafrica, giunge disdicevole una notizia che promette interminabili polemiche: un insegnante ha diviso i propri alunni in base al colore della loro pelle, relegando in un angolo della classe 4 bambini di colore. Lo ha documentato un genitore degli studenti, il quale ha provveduto a divulgare sul web una testimonianza fotografica.

Il fatto

È successo in una provincia sudafricana, proprio laddove la popolazione è costituita prevalentemente da abitanti di colore. Una circostanza insensata e paradossale, che potrebbe sembrare una vera e propria contraddizione.

Non ci è dato sapere se il docente in questione abbia riscontrato sostanziali risultati, in seguito alla classificazione etnica dei propri alunni. Sta di fatto che l’insegnante incriminato tira dritto. Deve evidentemente aver ritenuto che questo fosse un buon sistema per classificare gli studenti e ottimizzare la socializzazione.

Il metodo non è stato condiviso e gradito dai genitori e ha generato critiche e commenti sulla faccenda: centinaia di associazioni di genitori si sono ribellate, dando libero sfogo alla loro totale indignazione e ribadendo che lo scopo degli insegnanti dovrebbe esser quello di combattere la discriminazione razziale nelle classi, rendendo la scuola un luogo “politically correct”.

Sul web emerge la tesi centrale della polemica: non si dovrebbero più dividere – in luoghi come le scuole – gli alunni di colore, poiché non è moralmente corretto mortificarli e colpevolizzarli per il colore della pelle.

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Cosa ne pensa l’autore
Gloria La Barbera

Gloria La Barbera - In un contesto sociale così ricco e stimolante come quello scolastico, i bambini dovrebbero sviluppare la propria personalità grazie soprattutto all'eterogeneità della classe. Ritengo che un gruppo studentesco possa, anzi, debba esser costituito da alunni appartenenti a molteplici etnie. Proprio per dare ai bambini maggiori opportunità di arricchimento culturale tra compagni, è decisamente appropriato non dividere gli studenti all'interno della medesima classe, soprattutto se trattasi di una scuola primaria.

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