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Australia: carcere duro per la prof pugliese che trasportava droga

Elisa Salatino è stata condannata a 10 anni di carcere, di cui i primi sei da trascorrere in un carcere di massima sicurezza, per aver trasportato cinque chili di cocaina in Australia.

Esteri
Pubblicato il 31 agosto 2018, alle ore 10:12

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Australia: carcere duro per la prof pugliese che trasportava droga

Elisa Salatino, 40 anni, è originaria di Fasano, dove tutt’ora vivono i genitori ed il fratello, considerati da tutti “gente perbene “. Faceva l’insegnante di sostegno in un istituto tecnico ‘Marconi’ di Bari e nel febbraio del 2017 aveva preso due giorni di permesso per “motivi familiari”. In quei due giorni, però, la donna è volata da Roma a Melbourne con 5 kg di cocaina in valigia, divisa in vari pacchetti nascosti in un doppiofondo del bagaglio.

Arrivata all’aeroporto di Tullamarine, è stata fermata dai rigidi controlli di frontiera australiani, che hanno individuato la droga che, sul mercato australiano, ha un valore di un milione di dollari. La donna è stata immediatamente arrestata ed è comparsa davanti alla Magistrate’s Court of Melbourne, che ha confermato l’arresto e l’ha rinviata a giudizio.

Dopo 18 mesi di carcere da quel 12 febbraio, il Tribunale di Melbourne, per tramite della giudice Irene Lawson, ha condannato la Salatino a 10 anni di carcere per importazione di sostanze illecite, di cui i primi sei da trascorrere in un carcere di massima sicurezza senza la possibilità di richiedere la libertà sulla parola. 

La legge australiana è molto dura contro i trafficanti di droga, e la professoressa Salatino rischiava l’ergastolo, ma la corte le ha riconosciuto le attenuanti generiche credendo in parte alle sue dichiarazioni. La donna infatti si è sempre dichiarata innocente, sostenendo che il viaggio era stato organizzato da un amico, il quale avrebbe approfittato della sua ingenuità sfruttandola come trafficante di droga.

La corte australiana ha ritenuto la donna colpevole di un comportamento “incosciente e sconsiderato”, giungendo alla conclusione che Elisa Salatino non ha avuto un ruolo organizzativo nel traffico internazionale di droga che l’ha coinvolta. Anche per questo, i suoi avvocati Renzo De Leonardis e Gabriele Contini si ritengono parzialmente soddisfatti.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Maria Giordano

Anna Maria Giordano - Questa storia ci fa subito chiedere "Cosa sarebbe successo se fosse accaduta in Italia ?". Avrebbe prevalso l'indulgenza per una donna dimostratasi ingenua (ammesso che di ingenuità si sia trattata), o la linea dura per una trafficante di droga? Non lo so, ma ciò che è certo è che nel nostro paese la lotta alla droga è nelle mani di poche, pochissime, persone.

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Commenti
Mario Barbato
Mario Barbato

31 agosto 2018 - 12:36:58

Quindi adesso dovrebbero incriminare anche l'amico per traffico di droga, giusto? Che lei sia stata raggirata o che fosse complice, come hanno potuto entrambi pensare di uscire da un aeroporto, dove ci sono controllo in ogni dove, con tanta nonchalance con cinque chili di droga nella valigia? Mah!

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