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Arrestata la sosia iraniana di Angelina Jolie

Alcune fonti iraniane affermano l'arresto della giovane Sahar Tabar, la sosia di Angelina Jolie che adesso vuole assomigliare alla Sposa Cadavere di Tim Burton.

Esteri
Pubblicato il 8 ottobre 2019, alle ore 16:08

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Arrestata la sosia iraniana di Angelina Jolie

Sahar Tabar è una ventenne iraniana divenuta famosa su Instagram: da qualche tempo, infatti, la ragazza aveva iniziato a pubblicare sul suo profilo le sue foto, condividendo con i suoi followers il percorso per “diventare” Angelina Jolie. La ragazza è una grande fan della diva di Hollywood tanto da sottoporsi a numerosi interventi chirurgici al fine di assomigliarle nei tratti somatici; secondo alcune indiscrezioni, gli interventi si aggirerebbero addirittura intorno ai cinquanta.

In poco tempo, sui social, Sahar ha ottenuto una certa popolarità anche ritrovandosi al centro di numerose polemiche; le più accese riguarderebbero la sua sincerità. Molti followers, infatti, avrebbero accusato la ragazza di aver mentito, non credendo agli interventi chirurgici di cui la stessa parla, ma considerando l’ipotesi che la trasformazione sarebbe solo frutto di un ottimo lavoro di make-up e fotoritocco.

Sahar Tabar non ha mai svelato apertamente la verità, ma nell’ultimo periodo avrebbe espresso più volte il desiderio di assomigliare anche alla Sposa Cadavere, protagonista dell’omonimo film id Tim Burton.

L’arresto

Secondo alcune fonti iraniane, però, come riportato dall’agenzia Tasmin, la ventenne sarebbe stata arrestata a Teheran nei giorni scorsi. Le accuse sarebbero di blasfemia per aver mostrato il suo volto su un social come Instagram. Il Tribunale di Teheran avrebbe considerato tale atto un “crimine culturale e corruzione morale e sociale” che, tradotto, significa appunto blasfemia, istigazione alla violenza, guadagni illeciti e incitamento dei giovani alla corruzione.

Per evitare la condanna, quindi, pare che Sahar non avrebbe dovuto mostrare il suo aspetto reale, ma solo fotografie ritoccate con appositi programmi di grafica. Inoltre, l’accusa considera anche il fatto di aver insultato alcuni simboli della religione islamica, come l’hijab, il velo che spesso indossa nelle foto sul suo profilo social.

Al momento non si avrebbero altre notizie sul destino di Sahar Tabar, il cui futuro professionale incerto preoccupa soprattutto i suoi 15.000 followers.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - Nonostante la scelta di sottoporsi a svariati interventi chirurgici -considerato che sia vero- non incontri la mia comprensione, considero esagerata l'accusa delle autorità iraniane, probabilmente perchè provengo da una cultura molto diversa. Ma lei, Sahar Tabar, potrebbe essere solo una delle tante blogger ed influencer iraniane ad avere problemi con la giustizia proprio a causa del loro lavoro.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

08 ottobre 2019 - 16:46:36

Ne avevo letto nel 2017: evidentemente a Teheran hanno tempo da perdere arrestando a casaccio la gente.

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