Amnesty International: "I tuoi diritti sono in pericolo"

Il rapporto annuale 2015-2016 stilato da Amnesty International è tutt'altro che incoraggiante. Evidenzia un totale mancanza di rispetto per i diritti umani che come avverte il segretario generale "sono in pericolo"

Amnesty International: "I tuoi diritti sono in pericolo"

I tuoi diritti sono in pericolo; vengono trattati con disprezzo assoluto da molti governi del mondo”, ha affermato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “Milioni di persone soffrono terribilmente a causa di Stati e gruppi armati mentre i governi, senza pudore alcuno, qualificano la protezione dei diritti umani come una minaccia per la sicurezza, l’ordine pubblico o i “valori nazionali”.

Il mondo non è oggi un posto migliore di ieri. Il rapporto annuale 2015-2016 presentato da Amnesty International mostra come il sistema di protezione internazionale dei diritti umani sia in grave pericolo. Gli stati dovrebbero difenderlo, ed invece sono proprio loro che maggiormente lo attaccano: i draconiani piani nazionali di sicurezza che rispondono solo a interessi singoli hanno avuto come risultato la progressiva distruzione dei diritti e delle libertà fondamentali. Era dalla Seconda Guerra Mondiale che non si verificavano tanti abusi in nome della difesa della sicurezza nazionale, che tutto sembra giustificare.

Ecco le cifre indicate nel rapporto: più di 122 paesi esercitano la tortura e più di 30 obbligano i rifugiati a tornare nelle zone di guerra; in 113 paesi su un totale di 194 la libertà di espressione è stata fortemente limitata; il numero delle persone che sono dovute scappare dalle loro case raggiunge i 214 milioni, l’equivalente della popolazione del quinto paese del mondo; 156 difensori dei diritti umani sono stati giustiziati in luoghi di detenzione o assassinati pubblicamente. Nel 55% dei paesi sono stati eseguiti processi ingiusti. A questo tragico bilancio si aggiungono poi le innumerevoli atrocità dei gruppi terroristici come lo Stato islamico.

Gli esempi degli attacchi ai diritti umani e al sistema che deve proteggerli sono davvero tanti e interessano i diversi continenti del pianeta: in Arabia Saudita il governo continua a reprimere severamente la libertà di espressione, associazione e riunione, arresta e giustizia coloro che difendono le riforme democratiche, utilizzando armi vendutele dai paesi occidentali. In Burundi non è ancora noto quanti siano i corpi di dissidenti contenuti delle fosse sparse in tutto il paese. In Egitto la dittatura di Al Sisi ha messo in carcere migliaia di persone che manifestavano in forma pacifica e molti sono stati condannati a morte senza neppure essere a conoscenza delle accuse. In Francia la nuova legge antiterroristica legittima retate e arresti senza un mandato. Senza contare i 5.000 rifugiati che vivono in condizioni disperate nel campo profughi di Calais, nel nord del paese.

Il rapporto di Amnesty International pone l’accento anche sulla crisi dei rifugiati, sulla costruzione di muri e l’assoluta mancanza di rispetto di ogni trattato internazionale di asilo e salvataggio in mare, e sui bombardamenti da parte di Russia e Stati Uniti su ospedali di Afganistan e Siria.

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