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Alla Nasa si aspettano l’impatto di un grosso meteorite entro i prossimi 60 anni

Per Jim Bridenstine, amministratore della Nasa, le agenzie spaziali di tutto il mondo dovrebbero unire le forze per proteggere la Terra dai possibili impatti con i meteoriti. Stando ai modelli matematici, quelli più pericolosi si verificano uno ogni 60 anni.

Esteri
Pubblicato il 2 maggio 2019, alle ore 23:14

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Alla Nasa si aspettano l’impatto di un grosso meteorite entro i prossimi 60 anni

Spesso non ce ne rendiamo conto oppure sottovalutiamo il problema, eppure la sopravvivenza del genere umano dipende anche da quello che succede nello spazio che ci avvolge. Ad intimorire la comunità scientifica, sono senza dubbio i meteoriti di dimensioni più grandi, che qualora dovessero raggiungere il nostro pianeta, potrebbero in un attimo mettere fine alla vita sulla Terra.

Per evitare di rivivere in prima persona l’apocalisse che si presentò agli occhi dei dinosauri 60 milioni di anni fa, le agenzie spaziali monitorano costantemente i corpi celesti, cercando di studiare come correre ai ripari nel caso di un probabile impatto catastrofico.

Una delle ultime minacce è stata rintracciata solo un mese fa e prende il nome di 2019 PDC. Parliamo in questo caso di un asteroide dal diametro compreso tra i 100 e i 300 metri di larghezza, scoperto lo scorso 26 marzo ad una distanza di circa 60 milioni di km dal nostro Pianeta. Stando ai primi calcoli eseguiti tenendo conto della sua traiettoria, esiste una seria possibilità che questo meteorite possa colpirci nel mese di aprile dell’anno 2027.

Di questo ma anche di altri pericoli si sta discutendo alla sesta Conferenza internazionale dell’Academy of Astronautics Planetary Defence che si concluderà il prossimo 3 maggio in Maryland. Qui l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine, ha ribadito l’importanza di unire le tecnologie e le forze delle varie agenzie spaziali, al solo fine di contrastate la pericolosità dei NEO. Con questo termine si è soliti far riferimento ai Near Earth Objects, i corpi celesti che orbitano intorno alla Terra, e in quanto tali potenzialmente pericolosi in caso decidessero di puntare dritti verso il nostro pianeta.

Vorrei potervi dire che questi eventi sono unici, un’eccezione… ma non lo sono” ha dichiarato Bridenstine, ribadendo l’importanza di un lavoro che troppo spesso si presta a parallelismi con quanto portato al cinema da registi e sceneggiatori. Così, dopo aver sottolineato l’importanza di questo lavoro che mira alla salvaguardia dell’unico pianeta che conosciamo e su cui è al momento possibile vivere, ha anche fatto presente che non si può assolutamente abbassare la guardia. Le traiettorie e i possibili impatti di meteoriti e asteroidi devono pertanto essere studiati con particolare attenzione. “I nostri modelli ci dicono che ce n’è uno ogni 60 anni. I dinosauri non avevano un programma spaziale, ma noi sì e dobbiamo fare meglio”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Spesso diamo tutto per scontato, ma dobbiamo pensare che intorno alla Terra ruotano centinaia di corpi celesti potenzialmente in grado di annientarci nel giro di un secondo. Tenerli sotto controllo e soprattutto mettere a punto un piano atto a distruggere quelli letali, rimane un dovere non tanto della Nasa o di qualche altra agenzia spaziale, ma dell’intera umanità.

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