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Alexei Navalny è atterrato a Berlino ed è ricoverato presso l’ospedale della Charitè

Nella giornata di oggi è atterrato presso l'ospedale di Berlino l'oppositore russo Alexei Navalny. Secondo i medici russi, non si tratterebbe di avvelenamento ma di un disturbo metabolico.

Esteri
Pubblicato il 22 agosto 2020, alle ore 13:14

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Alexei Navalny è atterrato a Berlino ed è ricoverato presso l’ospedale della Charitè

Recentemente è atterrato in Germania Alexei Navalny, l’oppositore politico russo di Vladimir Putin, trasportato in coma dalla Siberia dopo un’ipotesi di avvelenamento, che è stata denunciata da parte dei familiari dell’oppositore politico e poi smentita dai medici russi. Gli stessi, infatti, confermano che si tratti soltanto di un disturbo metabolico che ha effetti molto simili a quelli dell’avvelenamento sul sistema nervoso.

Attualmente, le condizioni di salute del dissidente russo Alexei Navalny sono stabili – affermano i medici stessi – i quali se ne stanno occupando al momento. Le condizioni dell’oppositore comunque rimangono molto gravi. Dalla Siberia (precisamente dalla cittadina di Omsk) è stato trasferito a Berlino, presso un ospedale tedesco quindi per le cure del caso. Ora il dissidente di 44 anni si trova presso l’ospedale della Charitè in Germania.

Conosciamo già la storia dell’oppositore politico Alexei Navalny, il quale da tempo critica aspramente i modi di fare e la politica del presidente russo Vladimir Putin. Lo scorso giovedì, il dissidente era stato ricoverato in codice rosso presso l’ospedale siberiano di Omsk in rianimazione dopo un iniziale sospetto di avvelenamento, dopo aver bevuto un bicchiere di tè in aeroporto.

Inoltre sembra, secondo i sostenitori del dissidente russo Alexei Navalny, che – dietro ai ritardi ed al caos generato da questa situazione particolare – ci sia addirittura Mosca e, più nello specifico, il Cremlino. Secondo il parere dei medici russi che si sono subito occupati di Alexei Navalny, non ci sarebbero le prove dell’avvelenamento sostenute sia dalla famiglia del dissidente russo sia dai suoi sostenitori.

Secondo i suoi sostenitori infatti, ritardando il trasferimento in Germania, le eventuali tracce residue di veleno all’interno dell’organismo di Alexei Navalny, saranno totalmente scomparse e non ce ne sarà più traccia riscontrabile mediante analisi del sangue oppure delle urine dello stesso oppositore. Così è quanto è stato riferito anche da parte di Anastasija Vasilieva, cioè la dottoressa che si sta occupando del dissidente russo dall’inizio del coma dello stesso.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - La storia del dissidente russo Alexei Navalny è molto strana. Non sarebbe il primo oppositore di Putin a subire un trattamento del genere qualora fosse dimostrato che si tratti di avvelenamento. I sintomi sono molto evidenti perché si sono verificati dopo che Alexei Navalny ha bevuto del tè in aeroporto. Spero vivamente che i medici tedeschi riescano a fare chiarezza sulla vicenda.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

22 agosto 2020 - 13:20:14

Se si litiga con Putin, conviene morire di fame...

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Fabrizio Ferrara
Carlo Crescenzi

22 agosto 2020 - 14:33:12

Esatto

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